Il Tirreno

Livorno

Nogarin: «Non ho ancora deciso». Primo indizio di non ricandidatura

Juna Goti
Nogarin: «Non ho ancora deciso». Primo indizio di non ricandidatura

Livorno, il bilancio del sindaco alla conferenza di fine anno sembra un saluto. Se non si candida in lizza Sorgente ed Esposito

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LIVORNO. «Quando sarò in condizione di poter dare una risposta lo farò. Darò finalmente una risposta anche a me stesso, questa cosa mi attanaglia...». Chi si aspettava che Filippo Nogarin sarebbe arrivato alla conferenza stampa di fine anno, la quinta e ultima del suo mandato, sciogliendo il grande nodo della sua ri o non candidatura a sindaco dovrà aspettare. «Non ho ancora gli elementi per poter dare una risposta. Molti sanno quello che farò, ma io davvero non ho preso una decisione. Né io né la mia squadra né il gruppo che costituisce il governo di questa città. Ci stiamo seriamente interrogando, a tanti livelli: io dal punto di vista personale, il gruppo in qualità di forza...».

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Nogarin parla così nel salone del municipio vestito a festa per Natale, circondato dai suoi assessori e seduto accanto alla vice (e papabile candidata) Stella Sorgente, che lo guarda in silenzio, in un completo scuro con dettagli pieni di strass. Lui non dice se il suo nome sarà nella lista dei candidati alle amministrative o alle Europee. Dice di non avere ancora deciso. Ma già questo racconta molto. Perché da un sindaco arrivato alla fine del suo primo mandato – un sindaco che tra l’altro parla per 26 minuti di progetti che sono stati seminati e che germoglieranno a partire dal 2019 – ci si aspetterebbe una frase del tipo: «Certo che mi ricandido per vedere i frutti». O almeno: «Mi metto a disposizione». Invece no: in casa Nogarin è riflessione. Una riflessione che a cinque mesi dalle comunali non può che suonare come un segnale di non ricandidatura.

«Tanti – chiosa – utilizzano percorsi per capitalizzare la propria persona. E tanti un anno fa avevano scommesso che sarei andato via il 4 marzo. Invece così non è stato. Avrei potuto, ma ho un debito nei confronti della mia città, ho preso un impegno e l’ho portato fino in fondo. Per il futuro, a tempo debito, diremo cosa vogliamo fare: non ora, perché questa decisione non c’è, malgrado alcuni abbiano già un’idea di cosa farò. Se vogliono dirlo anche a me...». Nogarin ripete almeno un paio di volte che i pentastellati si stanno interrogando guardando all’«interesse collettivo della città».

Eppure la risposta che dà sul perché del suo pensarci guarda al privato. «No, l’inchiesta sull’alluvione non incide sulla mia scelta. Le mie motivazioni sono qui davanti: mia moglie, la mia famiglia e le energie che io e noi tutti saremo nelle condizioni di mettere nel progetto 2019-2024. Appena io e Anna avremo finito di parlarne con le bambine, con le persone che ci sono accanto, faremo il punto». La chiude così: «Noi abbiamo incassato come squadra, non come singolo, una fiducia fortissima dal Meetup». Come a dire, o provare a dire: se non sarò io il candidato, non sarà una bocciatura del lavoro fatto, perché c’è sempre la squadra. E magari un candidato in continuità, come la vice. O il presidente del consiglio, Daniele Esposito.

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di Redazione web