Il Tirreno

Livorno

i progetti 

Investimenti pubblici per 84 milioni Ma dall’agenda sparisce l’ippodromo

G. T.

Dal parco della Ceschina al restyling di via Grande: gli interventi in calendario  per il 2019. Confermato  il restyling di via Grande

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livorno. Per il momento è ancora tutto – o quasi – sui documenti del piano di investimenti pubblici approvato a fine 2016, ma il sindaco promette che entro giugno la città cambierà volto e potrà riscoprire alcune bellezze, come il parco della Ceschina e la Terrazza Mascagni.

«Nei prossimi sei mesi – spiega Filippo Nogarin – i livornesi vedranno riaprire il parco di villa Corridi e avranno a disposizione due nuove aree verdi, cinque nuove piazze pedonali e undici aree gioco per bambini. Questo è il frutto di un piano di investimenti pubblici da 84 milioni di euro in tre anni: stiamo parlando di progetti di valorizzazione delle bellezze monumentali, artistiche e paesaggistiche della nostra città».

Nel nuovo anno, conferma il sindaco (supportato dall’assessore Alessandro Aurigi) partiranno anche i lavori di riqualificazione sia dei portici di via Grande, l’importo della prima fase dell’opera è stato messo a bilancio nei giorni scorsi, sia di piazza Dante. «Inoltre – sottolinea – si concluderanno gli interventi di restauro della Terrazza Mascagni e mi auguro che verrà finalmente cofinanziato dallo Stato il progetto di ristrutturazione della Sala della mescita alle Terme del Corallo. In questo percorso di valorizzazione dei nostri beni, durante il quale abbiamo finanziato direttamente il recupero di porta San Marco e le facciate di villa Mimbelli (oggi la cerimonia, ndr), siamo riusciti anche a coinvolgere alcune associazioni del territorio».

E qui il riferimento è al restauro del Canapone, la statua nel cuore di piazza XX Settembre, e del Pescatore, il monumento all’altezza del moletto di Ardenza. In ogni caso – secondo il bilancio e i progetti di Nogarin – saranno i primi mesi del 2019, proprio quelli che porteranno alle amministrative, a far rinascere la città. Il sindaco parla di «sistema Livorno», di un «piano strutturale rivoluzionario», di «tutela e valorizzazione del territorio».

Ma nel discorso di fine 2018 non c’è traccia dell’ormai ex ippodromo, chiuso a chiave e finito nel silenzio assoluto. —

G. T.

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