Gioco
«Aamps ha finito di pagare i suoi debiti tre anni prima»
L’annuncio del sindaco: «Saldati i 15 milioni alla seconda classe di creditori Ora mancano solo le banche. Chi aveva previsto disastri chieda scusa»
Lo dice subito, in apertura della conferenza di fine di fine anno. Lo dice subito, senza nascondere la voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «Due giorni fa Aamps ha concluso il pagamento della seconda classe dei creditori con tre anni di anticipo sulla tabella di marcia», annuncia il sindaco Filippo Nogarin. In sostanza «tutti i piccoli e grandi fornitori, gli artigiani, le cooperative e le aziende di servizi», che aspettavano da tempo di essere saldate, «in media hanno recuperato l’83% dei loro crediti». Nogarin parla di «15 milioni di euro reintrodotti nell’economia reale a tempo record», spiega che «adesso all’appello mancano soltanto le banche» e rivendica «la scelta del concordato preventivo in continuità, procedura a cui l’azienda dei rifiuti è stata sottoposta a pesanti critiche e che ora è diventata un modello di risanamento ideale». Il caso Aamps è stato al centro dei primi due anni e mezzo di governo a Cinque Stelle, un’eredità pesante della precedente amministrazione, che torna al centro del discorso di fine 2018 di Nogarin, quasi a chiusura del cerchio.
«Abbiamo ereditato un’azienda con 42 milioni di euro di debiti, un’azienda a un passo dal fallimento – evidenzia ancora il sindaco – e adesso invece, grazie al nostro lavoro e alla procedura adottata, sta producendo risultati eccezionali. Certo, stiamo parlando di una società non ancora libera di fare investimenti, una società ingessata, però inserita in un percorso virtuoso sotto ogni aspetto».
Una strada che Nogarin ripercorre spingendosi a parlare di «capolavoro gestionale» e ricordando «qualche spiacevole episodio tra il 2015 e il 2016, a partire dalle aggressioni verbali e non solo che hanno subito i consiglieri comunali di maggioranza per la loro scelta di portare l’Aamps in concordato»: «Ecco, tutti quelli che prevedevano disastri dovrebbero avere l’onestà di chiedere scusa. Non a me, ma alla città».
Nel discorso di fine anno a Palazzo Civico – tra progetti, bilanci e dubbi sulla sua ricandidatura – Nogarin infila anche l’inceneritore del Picchianti, «perché spegnerlo non deve essere una suggestione ma un obiettivo concreto». Un altro ritornello del suo mandato, «ma adesso l’importante è creare le condizioni politiche e ambientali per arrivare alla chiusura dell'impianto: nel 2016 la percentuale di raccolta differenziata era sotto il 50%, oggi invece siamo sopra il 63%, un numero importante che certifica il nostro impegno». E la Tari? «Nel 2019, per il terzo anno consecutivo, riusciremo a ridurla – promette – sia ai cittadini sia alle imprese». Non ha specificato quanto, i contribuenti livornesi verificheranno presto. —
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