Il Tirreno

Livorno

Villa Mimbelli e la facciata che custodisce un tesoro

Cristiana Grasso
Villa Mimbelli e la facciata che custodisce un tesoro

Livorno, gli esterni rimessi a nuovo del prezioso e storico edificio dagli interni da sogno che ospita il museo Fattori saranno presentati alla città domani con una festa  

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LIVORNO.  Non è solo una facciata rifatta, con le persiane ridipinte di quell’azzurrino tenue che di per sé evoca scenari romantici e ottocenteschi, i mascheroni e le decorazioni floreali riportati a nuovo. È una rinascita, una rivincita, una sfida: Villa Mimbelli che si libera di quel cappotto cadente e decadente che per tanti anni l’ha come nascosta agli occhi dei livornesi e del mondo, nonostante sia la sede del nostro museo più importante, il museo Fattori, e mostra finalmente di che bellezza è fatta. Fuori, appunto, elegante nella sua sobria dolcezza. E dentro, tre piani per perdersi nei sogni: la sala del biliardo e la sala degli specchi dove si tenevano le feste da ballo, la galleria rinascimentale, l’arabeggiante sala da fumo decorata come nelle fiabe. E le stanze dove dormivano i signori, e la sala da pranzo, e lo scalone con la ringhiera di angioletti e colonnine smaltate. Tre piani di bellezza, anzi di doppia bellezza: quella della casa che nasce come nido d’amore dei coniugi Francesco Mimbelli e Enrichetta Rodocanacchi circa 150 anni fa e si prepara a vivere una storia fatta di splendori ma anche di drammi e quella del museo Fattori, insediatosi qui nel 1994.

Insomma sono tante le anime di Villa Mimbelli e la facciata le riassume un po’ tutte. Così non a caso l’inaugurazione degli esterni restaurati (lavori costati 350 mila euro) domani alle 11 sarà una festa vera , con brindisi e taglio del nastro. Una festa certamente per la città che sta scoprendo davvero questa villa e il suo parco, persino il suo straordinario museo dedicato soprattutto a Fattori e ai macchiaioli. Una festa anche per l’amministrazione comunale pentastellata che del restauro di tutto il complesso villa Mimbelli (negli anni scorsi sono stati rimessi in sesto la biblioteca nata dove prima c’era la chiesetta e il teatrino) ha fatto una delle sue mission. Spiega Alessandro Aurigi assessore ai lavori pubblici: «Questo restauro fa parte della strategia di questa amministrazione che da subito ha puntato alla valorizzazione dei tesori artistici e culturali della città convinta che Livorno possa e debba attirare il turismo e che dalla cultura, dall’arte e dal turismo passi il rilancio economico». Aurigi ci tiene ad elencare tutte le tessere di questo puzzle del recupero di strutture di pregio abbinate a poli culturali che l’amministrazione ha messo insieme: «Dai Bottini dell’Olio dove finalmente abbiamo il nostro Museo della Città al Cisternino di Città. E ora c’è il progetto della Ceschina. Parchi, ville: la nostra città ne è ricca e noi da subito abbiamo pensato di valorizzarli. Ci abbiamo lavorato in questi anni e ora stiamo finalmente vedendo i frutti di questo grosso impegno».

Francesco Belais, assessore alla cultura, di Villa Mimbelli è innamorato: «La conosco quasi fosse casa mia, ogni volta che posso vado a “salutare” i miei amici pittori, Corcos, Fattori, Modigliani, Ubi Liegi. Il rifacimento della facciata ha anche un valore simbolico, il segno che i nostri tesori hanno il rispetto che meritano. Stiamo lavorando molto sui nostri musei ed è importante anche che finalmente ora ci sia un direttore scientifico. La nostra cultura, la nostra arte, dobbiamo imparare ad amarli come livornesi e a farli conoscere al mondo. Se non si difende la nostra storia non possiamo guardare al futuro».
 

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