Gioco
«Quella ferita sulla spalletta del Fosso Reale ora va ricucita»
Lettera aperta dell’assessore ai lavori pubblici Aurigi al presidente dell’Autorità portuale Corsini
l’intervento
È una lettera aperta quella che di seguito, attraverso il Tirreno, l’assessore ai lavori pubblici Alessandro Aurigi indirizza al presidente dell’Autorità portuale, Stefano Corsini.
Sono passati 27 anni ma la ferita che si è aperta il 12 dicembre del 1991 sulla spalletta del Fosso Reale, all’altezza della chiesa degli Olandesi, ancora non accenna a rimarginarsi. Eppure le condizioni per un ripristino di quello che è uno degli scorci più belli e suggestivi della nostra città ci sono tutte.
L’intervento di ristrutturazione del Tempio, ad opera della Congregazione olandese - alemanna è ormai in rampa di lancio. Poi c’è il progetto di valorizzazione dell’area antistante la chiesa, che il Comune ha finanziato con 300mila euro, e che prevede la realizzazione di un vero e proprio sagrato, libero dalle automobili, nel tratto compreso tra la spalletta e il cancello in ferro battuto che protegge l’ingresso alla struttura. Un intervento che darà respiro e maggior visibilità a questo capolavoro dell’architettura neogotica.
Ciò che ancora manca, però, è la giusta cornice a questo quadro.
Le pietre originali che rivestivano la struttura della spalletta prima del crollo, giacciono ancora in un deposito, in attesa che l’Autorità portuale si decida a ricollocarle al loro posto come prevedeva il progetto originale di ripristino del muro. Un progetto tuttora incompiuto dopo più di un quarto di secolo.
Due anni fa scrissi una lettera aperta all’allora presidente Giuliano Gallanti, chiedendogli di velocizzare i tempi ed effettuare questo intervento di recupero. Da allora sono stati fatti passi in avanti, ma ancora il completamento del muro non riusciamo a vederlo.
Arrendersi alla presenza di questa ferita nel cuore di Livorno, tuttavia, non è possibile: la Port Authority ha una responsabilità anche morale, oltre che oggettiva, nei confronti della nostra città.
Negli ultimi giorni si sono sbloccati interventi strategici che puntano a recuperare tesori artistici e architettonici di Livorno, che per anni la politica ha derubricato a “non prioritari”. Penso alle Terme del Corallo, che torneranno a vivere sia grazie all’impegno dell’amministrazione che al lavoro delle associazioni di volontariato. Penso ai portici di via Grande, i cui lavori di ristrutturazione cominceranno a primavera. Penso alla statua del Canapone, interamente restaurata anche grazie al contributo di un privato e alla facciata della villa Mimbelli, che verrà liberata dai ponteggi tra pochissimi giorni.
I tempi sono maturi per far cadere anche questo tabù.
Approfitto del periodo natalizio e mi rivolgo direttamente al presidente dell’Autorità portuale, Stefano Corsini: faccia un regalo alla città, senza ripensamenti. Del resto, il progetto esecutivo è pronto da tempo, le risorse ci sono, e abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie, compresa quella da parte della Soprintendenza per i Beni artistici e architettonici di Pisa. In pratica manca soltanto che lei, presidente dia il “via libera” all’esecuzione dell’opera.
Tutti noi cittadini non possiamo più attendere oltre. —
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