Gioco
«Senza il Cage non sappiamo dove andare»
Stasera niente discoteca, la decisione dei gestori fa discutere i giovani: sicurezza prima di tutto, ora staremo in Venezia
I giovani livornesi sono divisi sulla scelta dei gestori del The Cage di chiudere la discoteca, ma sono uniti nel dire che «no, il Cage non è un luogo dove si va a ballare ma fa aggregazione, adesso a Livorno non rimarrà niente». Stasera sarà la prima sera senza ritmi dance dopo il consueto concerto. Dopo il servizio del Tirreno e l’intervista in esclusiva al direttore del The Cage, Toto Barbato, non si parla d’altro tra gli under. Anche perché la tragedia al locale di Corinaldo ha colpito tutti. «Non è una discoteca – spiega Niccolò Sighieri – ma un luogo di aggregazione. Ci hanno tolto l'unica scelta che avevano a Livorno».
E ORA DOVE ANDIAMO...
La sorella Costanza è della stessa opinione. «Ho visto diversi concerti e dopo rimanevo lì per stare in compagnia e ballare. Però condivido la scelta dei gestori perché sono stati coerenti con il loro modo di intendere la musica». In molti si chiedono cosa faranno adesso il sabato sera. «Il Cage – racconta Martina Leonardi – era la fine della classica serata livornese. Cena fuori, salto in Venezia e poi teatrino di Villa Corridi».
Stessi dubbi per Jacopo Pratesi. «Vorrà dire che rimarremo in Venezia fino a tardi senza sapere cosa fare o dove andare. Comunque credo che sia una decisione giusta perché prima di tutto deve venire la sicurezza». Aura Mazzoli parla di Pisa. «Sono stata a Pisa in un locale simile al The Cage e la situazione era molto peggio. Al “teatrino” io non ho mai visto confusione. Condivido il fatto che loro siano un'associazione culturale e non una discoteca, perciò è giusto quello che hanno fatto». Ci sono studenti livornesi che studiano fuori che tornavano il fine settimana per il The Cage. «Io studio a Bologna – spiega Claudia Perossini – e lì non esiste niente di simile, eppure è una città viva e universitaria. All'ingresso ti controllano e se hai meno di 16 anni ti lasciano fuori giustamente. Per questo non ho mai visto confusione all'interno. E, tra l'altro, è l'unico posto che offre un riparo se piove». «Mi dispiace tanto – è il commento di Jemal Krasniq –. Per colpa di un idiota che ha spruzzato lo spray e di chi non rispetta le regole».
SPERIAMO CHE RIAPRA
Alessandra Benetti spera che riaprano presto. «La sicurezza c'era e i controlli funzionavano molto bene. Non vedo perché abbiano dovuto chiudere. Il proibizionismo non porta da nessuna parte, mi auguro che il Cage riapra anche dopo i concerti». «Chiudere non è la scelta adeguata – dice Camilla Cionini – perché da queste tragedie, dobbiamo imparare per migliorare. Ci sono spesso incidenti a concerti e partite di calcio, ma non è che non ne vengono più organizzati». Dispiaciuto Francesco Angeli. «Finiti i concerti, ne approfittavo per rimanere lì con gli amici, fare una bevuta. Peccato».
#IMWITHTHECAGE
Dopo il servizio del Tirreno i social livornesi hanno fatto da amplificatore alla reazione dei giovani livornesi. Che subito hanno espresso solidarietà a Toto Barbato e ai gestori del locale e su Instagram la pagina “Stasera_Livorno” ha lanciato l'hashtag #imwithcage scrivendo che “La musica è nata per unire e non per dividere, tantomeno per morire”. —
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