Il Tirreno

Livorno

Il The Cage spiega lo stop alla discoteca: intervista esclusiva a Toto Barbato

Alessandro Guarducci
Toto Barbato direttore artistico del The Cage
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Toto Barbato direttore artistico del The Cage

Livorno, la decisione choc dopo Ancona. Il direttore del locale: «Serve una pausa di riflessione. Siamo nati per i concerti e proseguiremo a fare quelli» 

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LIVORNO. “Il The Cage sospende i dj set. E’ necessaria una pausa di riflessione”. Toto Barbato, direttore artistico del The Cage (uno dei più famosi live club a livello nazionale e sicuramente il più noto locale cittadino), annuncia così la decisione di sospendere l’attività di discoteca nel teatro di via del Vecchio Lazzeretto - proseguiranno invece i concerti - e di certo la notizia non farà piacere a centinaia di giovani che il sabato sera si danno appuntamento proprio lì: “allora ci si vede al Cage” è il ritornello che circola tra i ragazzi livornesi.

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Una decisione che è stata presa anche in seguito alla tragedia di Corinaldo (Ancona) ma che stava comunque maturando da un po’ di tempo nello staff del The Cage. “Non voglio entrare nel merito di ciò che è avvenuto ad Ancona – dice Barbato – anche se come padre e imprenditore continuo a provare un dolore fortissimo. Voglio però dire che quella struttura non ha nulla a che vedere con il nostra locale, non c’è niente che ci accomuna. Resta però il fatto che è necessario fare una riflessione: noi siamo nati come centro culturale, che da sempre promuove l’aggregazione giovanile attraverso la musica in tutte le sue molteplici forme (concerti, ballo, seminari, ascolto) e i valori che fanno parte del nostro statuto quindi il rispetto delle persone, la parità di genere, l’antifascismo, la non violenza, i diritti civili e il rispetto di qualsiasi diversità in generale».

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«Il nostro lavoro è organizzare concerti - aggiunge - «E’ anche vero che siamo un luogo dove si può ballare, ma l’ingresso gratuito dopo i concerti è qualcosa di più che offriamo alla città. Ci siamo invece accorti che tra i giovani si è formata l’idea che il il The Cage sia una vera e propria discoteca: si è arrivati al punto che il sabato sera ci chiedono di concludere prima i concerti per poter entrare a ballare. Ma il The Cage non è e non vuole essere una semplice discoteca, dunque abbiamo ritenuto necessario prendere una decisione choc. Continueremo ad andare avanti con i concerti, perché questo è il nostro Dna, ma sospenderemo fino a data da destinare l’ingresso dopo il concerto per entrare a ballare».

Barbato sottolinea che questo invito alla riflessione è rivolto anche «alle famiglie, agli educatori, alla politica e a tutti gli operatori dell'intrattenimento per sedersi a un tavolo e affrontare serenamente l'attuale situazione affinché non si ripetano mai più episodi del genere». La tragedia di Corinaldo non fa certo dormire sonni tranquilli ai gestori dei locali. Portare il peperoncino in discoteca o ad un concerto è semplice: lo spray infatti è piccolo e dunque difficile da intercettare all'ingresso. Lo stesso discorso vale anche per le armi: un piccolo coltello può sempre entrare in un locale. E poi c'è la questione del sovraffollamento e soprattutto il problema dell'alcol di cui spesso i giovani abusano.

Chi gestisce un locale e sta attento a tutte le problematiche elencate è chiamato per forza a riflettere sulla sicurezza e sulla prevenzione. «Ci siamo accorti che ragazze e ragazzi giovanissimi, di 14-15 anni – spiega Barbato – cercano di entrare al The Cage esibendo addirittura dei documenti falsi. Di fronte a ciò abbiamo l’obbligo di dire basta. Anche per questo ci fermiamo». Ovviamente Toto Barbato non ha nulla contro la discoteca, ma ribadisce che il The Cage è un’altra cosa. “Ballare è bello e divertente e intendiamo prima o poi ripartire perché è una delle tante facce della musica – conclude - Ma il The Cage, lo ripeto, è un luogo dove si fa musica, dove si esisbiscono gruppi e cantanti. Per questo siamo attrezzati, non per la discoteca che deve rimanere un’attività parallela».


 

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