La protesta
Il Pescatore di Trafeli restaurato e ripulito infine ha la sua targa
Ripristinato il basamento, tolte le scritte vandaliche Sabato la cerimonia con la figlia dell’artista volterrano
Mino Trafeli è morto quest’estate nella sua Volterra, all’età di 95 anni, senza essere riuscito a vedere il suo nome alla statua del “Pescatore” di Ardenza (o Pensatore, come viene chiamato da tanti livornesi). Una campagna, quella perché gli fosse tributato il tanto agognato riconoscimento, che Il Tirreno ha portato avanti negli anni con tanti articoli e fotografie (sollecitando anche la manutenzione della statua), e che finalmente è arrivata a compimento.
Negli anni il bronzo più serafico della città è stato bonariamente deriso (la foto con il vecchio televisore a tubo catodico divenne virale in un istante), bersaglio di gossip per la sua presunta liaison con la dirimpettaia “Bagnante” dello scultore rosignanese Franco Mauro Franchi, e citato nelle pagine dello scrittore livornese Simone Lenzi come simbolo della «assorta solitudine» che sfiora l’apatia e del suo rapporto con la città. E poi è stato sfregiato con lo spray da qualche vandalo. Lui, dal canto suo, non ha mai protestato.
Ma ora grazie al contributo del Rotary Club Livorno Mascagni potrà tornare a guardare oltre l’orizzonte dal suo basamento lapideo ripristinato e ripulito dalle scritte, e finalmente con la targa che ne ricorda l’autore e la data di quando fu realizzato. Alla cerimonia (sabato alle 10,30) nella sua aiuola personale all’Ardenza saranno presenti l’assessore alla cultura Francesco Belais e, per il Rotary Club Livorno Mascagni, Marco Macchia e Simonetta Starnini. Parteciperà anche la figlia dell’artista, Marta Trafeli. Ci saranno anche i tecnici del comune che hanno redatto il progetto di restauro conservativo del basamento e i restauratori di Arterestauro che hanno realizzato l’intervento di ripristino.
E piace pensare che lui, lo si chiami indifferentemente Pensatore o Pescatore, che un tempo fece anche il miracolo salvando alcune persone che stavano aspettando l’autobus da un’auto che fuori controllo, magari dietro quella mano tratterrà un sorriso. —
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