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Al circolo Brin arrivano quattro defibrillatori

Francesca Suggi
Al circolo Brin arrivano quattro defibrillatori

Sicurezza e prevenzione, l’istituto diventa cardioprotetto. E i genitori “si autotassano” per la manutenzione dei salvavita

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LIVORNO. Centinaia di studenti e tutto il personale scolastico da oggi in poi sono cardio-protetti. Sicurezza e prevenzione: due parole sposate e condivise da dirigente, insegnanti, e genitori del circolo Brin. I quattro i plessi (Brin, Natali, Albertelli e Dal Borro) si sono dotati di defibrillatore.

Per l’istituto guidato da Antonio Manfredini è festa grande. Ci sono i bambini delle terze e delle quinte delle sezioni A e B delle Albertelli all’inaugurazione degli apparecchi salvavita. «Siamo riusciti ad intercettare un finanziamento ministeriale da 5mila euro e abbiamo investito questi soldi in questi apparecchi salvavita», il dirigente fa gli onori di casa. Alle elementari Pilo Albertelli il defibrillatore è all’ingresso. Così negli altri plessi.

«Il defibrillatore è un fondamentale elemento di sicurezza: dal punto di vista formativo anche i bambini devono essere educati al Dae, sapere che cosa è, la sua importanza», aggiunge la vicesindaca Stella Sorgente. Anche lei è presente all’inaugurazione. Tutto il personale dei 4 plessi è stato formato all’utilizzo del “Dae”. «Ringrazio la Misericordia di Antignano che lo scorso anno ha formato tutto il nostro personale - continua Manfredini - Sarebbe bello formare anche i bambini». E sono proprio gli studenti delle 4 classi presenti a tempestare il dirigente e la vicesindaca di domande. Tipo: ma esiste una mappatura di tutti i defibrillatori in città? «Ci stiamo lavorando - risponde Sorgente - l’associazione dei quartieri Uniti e Solidali sta lavorando per realizzare una mappatura dei defibrillatori presenti in ogni quartiere».

I genitori hanno un ruolo molto attivo in questo percorso. È mamma Silvia Nocelli a spiegare: «La mia proposta per le famiglie interessate è quella di raccogliere in modo figurativo 1 euro per ogni studente, tutti gli anni, negli anni per riuscire sempre a coprire i costi della manutenzione». Sì, perché come spiega Manfredini per legge i defibrillatori devono avere una manutenzione costante. «Senza manutenzione è una grossa responsabilità averli: noi come scuola ci impegnano a stanziare soldi per questo, ma anche i genitori si sono resi disponibili a collaborare». —

Francesca Suggi

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