Il Tirreno

Livorno

A Coltano un cimitero di scooter rubati

Danilo Renzullo
A Coltano un cimitero di scooter rubati

La maxi discarica si allarga nella pineta vicino al villaggio rom: molti mezzi “cannibalizzati” appartengono a livornesi

3 MINUTI DI LETTURA





COLTANO. Pezzi di carrozzeria, caschi e fanali. E poi selle, marmitte e centraline elettriche. Gli scheletri di decine di scooter giacciono all’ombra dei pini marittimi. Adagiati sul prato ed illuminati dai pochi raggi di sole che si riflettono sulla terra sabbiosa della pineta che sorge tra Coltano e Tombolo, a poche decine di metri dal cosiddetto “villaggio delle case minime”, l’insediamento rom (autorizzato) di Coltano.

Un cimitero di scooter dove “riposano” decine e decine di motorini cannibalizzati e vista la vicinanza con Livorno, tanti di quei mezzi appartengono sicuramente anche ai livornesi. Si tratta di motorini spogliati di ogni pezzo ed abbandonati nella pineta di via dell’Idrovora, a ridosso dei binari della ferrovia Pisa-Livorno.È lo scenario impietoso che appare in un’area del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, popolata da vegetazione spontanea e da tonnellate di rifiuti. Carcasse di decine e decine di mezzi abbandonati, sovrastate da centinaia di pezzi di carrozzeria trasformati in rifiuti. Scheletri di vecchi scooter, selle in parte ricoperte da muffa e rottami diventati rifugi per insetti e piccoli animali. Quello che dovrebbe essere un sentiero per passeggiate ed escursioni naturalistiche è diventato un cimitero per motorini, affiancato da una maxi discarica di elettrodomestici, scarti di lavorazioni e sostanze inquinanti. Telai, caschi e scocche. Il retro di uno Scarabeo emerge a fatica dall’ammasso di rottami formata dagli scarichi abusivi che probabilmente vanno avanti da mesi. Vecchi manubri, fanali e parabrezza.

Una discarica a cielo aperto alimentata probabilmente da qualche banda dedita ai furti e alla rivendita sul mercato nero di parti di moto e motorini o da officine e carrozzerie che hanno deciso di smaltire nel modo più veloce ed economico vecchi rottami e scarti di lavorazione. Uno spettacolo desolante che si è presentato agli occhi di alcuni passanti, risultato probabilmente di mesi e mesi di scarichi abusivi e abbandoni che hanno dato vita ad una maxi discarica. Carcasse di scooter e centinaia di pezzi circondati da rifiuti di ogni genere. Taniche e bidoni di vernici, solventi ed altre sostanze inquinanti. E poi copertoni, porte e finestre. Una distesa di materiali ingombranti e tossici, da cui spunta anche una bobina, quasi intatta, di fibra ottica. Decine e decine di metri di cavi che fanno da sfondo a numerosi divani, elettrodomestici e mobili in parte smembrati che sembrano formare salottini in cui gli unici ad entrare sono degrado e abbandono: ospiti indesiderati che da tempo sono comparsi in quella che dovrebbe essere un’oasi naturale trasformandola in un’area inaccessibile.

Da tempo la frazione pisana nota in tutto il mondo per il primo collegamento radio a lunga distanza attivato da Guglielmo Marconi, lotta contro l’abbandono di rifiuti. Controlli e bonifiche nel corso degli anni hanno prodotto risultati solo temporanei. «Non è la prima discarica abusiva, ma è la più grande che si è formata a Coltano», commenta amareggiato il presidente della Pro loco di Coltano Antonio Dell’Omodarme osservando la distesa di carcasse di motorini. «Con l’iniziativa “Puliamo Coltano” – prosegue – ogni anno raccogliamo e smaltiamo tonnellate di rifiuti. Questo però non basta: per combattere questo fenomeno occorrerebbe maggiore attenzione da parte dell’amministrazione comunale». Nel corso degli anni quella dell’abbandono dei rifiuti e delle piccole e grandi discariche abusive nei dintorni di Coltano è diventata un’emergenza che nemmeno sanzioni e bonifiche sono riusciti a fermare. Il fenomeno spinse anni fa l’ex direttore del Parco di San Rossore Andrea Gennai a definire l’area a ridosso del villaggio delle case minime la «terra dei fuochi» pisana. «Un domani sarà necessario bonificare tutto, almeno fino a un metro di profondità», le parole con cui l’ex direttore del Parco denunciò nel 2016 la gravità della situazione. 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web