Il Tirreno

Livorno

centrodestra 

Forza Italia: niente esagerazioni ma la sicurezza è una priorità

Rosanna Harper

Bottino: «Berlusconi era stato lungimirante e il decreto va  nella giusta direzione» Barabino: su questi temi  Salvini va allo scontro col M5s  

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LIVORNO. Il decreto sicurezza, tra i primi atti a portare la firma del vicepremier Matteo Salvini, è appoggiato da Forza Italia: faceva parte del programma politico del centrodestra alle elezioni del marzo scorso. Lo ricorda Maristella Bottino, coordinatrice provinciale forzista mentre il suo partito si è riunito, al bar Dolly proprio su quest’argomento.

È un tema vasto, dice Bottino rivendicano a Silvio Berlusconi di esser stato «lungimirante, anticipando i punti salienti toccati nel Decreto Sicurezza»: immigrazione appunto, ma anche sicurezza e confisca dei beni confiscati alla criminalità.

«Il decreto – spiega Paolo Barabino, vice coordinatore regionale Fi – racchiude sostanzialmente la programmazione sul tema della sicurezza sviluppato in decenni da Forza Italia. Salvini ha puntato tutto sulla sicurezza: la Lega ne ha fatto il suo punto forte, ma si scontra con il Movimento Cinque Stelle».

Per Giorgio Silli, deputato di Forza Italia e responsabile nazionale, per il partito di Silvio Berlusconi, del dipartimento immigrazione, il decreto non è perfetto al 100%: «Benissimo, ma tutto è perfettibile. Resta il fatto che è fuori discussione che, rispetto il tema dell’immigrazione, un po’ di ordine e chiarezza andava fatto. L’immigrazione viene usata come carne da macello da destra e da sinistra, paradossalmente più da sinistra, diventando così una situazione assolutamente ingestibile».

Sili sottolinea che il decreto sicurezza « ricalca il nostro desiderio: come centristi non parleremo mai di immigrazione come il male assoluto, ma è comunque necessario fare delle distinzioni, nel rispetto delle regole».

Le persone provenienti da altri Paesi nella nostra provincia, da Collesalvetti fino all’Isola D’Elba – spiega Elisa Amato, capogruppo Fi a Palazzo Civico – sono circa 19.500 (parlando di persone censite): a Livorno 9.200.

«Il decreto sicurezza – prosegue Silli – creerà un po’ di scompiglio nelle amministrazioni locali: nessuna mamma, nessun bambino verrà lasciato in mezzo di strada, chi fa parte di un determinato percorso, continuerà a farne parte. Per chi, invece, ha avuto un diniego del diritto d’asilo, è giusto che tale percorso si interrompa».

Amato, in accordo col suo gruppo, si impegnerà a portare il tema immigrazione in consiglio comunale, già a gennaio. Come? Con un atto di indirizzo con cui impegnare il sindaco Nogarin a stipulare convenzioni con associazioni e cooperative che si occupano di persone provenienti da altri Paesi. «Un atto di indirizzo – spiega la consigliera – potrebbe essere uno stimolo per regolarizzare la situazione di coloro che vivono in situazione precarie, per restituire loro dignità». —

Rosanna Harper

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