Gioco
M5S replica al vescovo: «Concreti? L’abbiamo dimostrato governando e ora Livorno è rinata»
Dopo l’intervista al vescovo sul presente e sul futuro della città, Il Tirreno a colloquio con Francesco Berti, deputato pentastellato
LIVORNO. «Concretezza anziché paura? Progetti “per” invece di voto “contro”? In realtà, noi M5s concreti lo siamo stati e lo siamo. Anche perché Livorno veniva da settant’anni di egemonia del Pd e dei suoi predecessori: pensate quanto è concreto rimettere in sesto i conti delle ex municipalizzate. Parlo di Aamps ma anche di Spil, delle farmacie comunali e del Goldoni che s’immaginava dovesse finire in una fondazione toscana. Concreto è anche il “polo tecnologico diffuso” del quale hanno bisogno le piccole imprese per creare una rete di innovazione. Concreta è stata anche la battaglia per la Darsena Europa: il nostro no riguardava il primo progetto faraonico che non convinceva neanche la Corte dei conti europea».
Francesco Berti, 28 anni, parlamentare M5s, coglie al balzo la “palla” dell’intervista del vescovo Giusti pubblicata dal Tirreno: lo fa per contrassegnare proprio come concretezza gli ultimi (quasi) cinque anni della Livorno a Cinque Stelle.
Ma fin qui lei parla del passato. E declinandola al futuro?
«Bisogna intervenire nel porto: ci ha provato il sindaco ma il porto ha risposto chiudendosi. Poi dico: “Lotto zero” della Variante e anche Esselunga, che porterà lavoro e riqualificazione. In questi anni targati M5s c’è stato un fiorire di opere pubbliche come mai prima d’ora: Livorno sta rinascendo. Un simbolo? Il rifacimento di via Ugo Foscolo. Ma si potrebbero aggiungere: il Cisternino di Città e il festival Scenari di Quartiere».
Il vescovo reagisce così al sondaggio Swg che vede prima la Lega, a mezza incollatura sia M5s che Pd. Di questi tre ce n’è uno che non va al ballottaggio, e se foste voi?
«Inutile star dietro ai sondaggi. Stiamo costruendo la squadra da proporre ai cittadini e selezionando esponenti della società civile. Non mi preoccupa un virgola qualcosa da sondaggio».
E se invece si arrivasse al duello finale M5s vs Lega? Non è un segreto, a più riprese Nogarin ha marcato distinguo rispetto all’alleanza di governo a Roma.
«Nel voto per il Parlamento non esiste ballottaggio e siamo arrivati a una soluzione in cui governiamo con la Lega sulla base di un contratto. Nel voto per il Comune il ballottaggio c’è, stia tranquillo che faremo di tutto per vincerlo. Del resto, abbiamo il vantaggio di essere al governo e dunque di conoscere bene i problemi di Livorno…».
Detto così, allora la sinistra che è stata al governo per settant’anni, dovrebbe essere avvantaggiatissima…
«Ma loro hanno devastato tutto: si pensi alle aziende partecipate. Noi Cinque Stelle vogliamo essere il governo del cambiamento: e 5 anni bastano per cominciare a cambiare, c’è ancora da fare».
Guardando a sinistra, un volto spendibile per il M5s potrebbe essere Stella Sorgente che ha alle spalle anche un forte impegno sul fronte dei diritti civili.
«La distinzione destra-sinistra non ha più senso, non mi convince…».
Scelga lei la definizione che vuole, ma non ci giri intorno...
«Io ho una grandissima stima di Stella. Lavora in prima persona su temi delicati come scuole, partecipazione e cultura e non si è tirata indietro dinanzi a situazioni complesse come la sicurezza urbana. In piazza Garibaldi c’è ancora molto da fare, ma l’unione tra controlli di polizia e rigenerazione urbana (eventi, mostre, cene di quartiere ecc.) è un esempio per i sindaci d’Italia».
Il vescovo insiste sull’industria al quale aggiungere anche il turismo. Voi M5s sembrate pensare a un modello di sviluppo nel segno del turismo con un po’ di industria.
«Anche nel turismo, porto e città devono fare squadra. Il tavolo tra Comune, Autorità portuale e imprese permette di pianificare l’accoglienza dei flussi di turismo. Livorno ha oltre un milione di croceristi l’anno, è difficile pensare di trattenerli tutti, però la permanenza del turista in città è in aumento costante. Questo significa più ricezione, più proventi da tassa di soggiorno, più soldi per il territorio. Grazie anche ad eventi come Cacciucco Pride. C’è da dire che però Livorno deve crederci di più, e sviluppare una solida cultura della ricettività».
Giusti suggerisce di destinare i fondi del reddito di cittadinanza a “lavori socialmente utili” o qualcosa di simile a un servizio civile moltiplicato per 10. Cosa ne pensa? Soprattutto finisce nel mirino l’idea della decrescita: davvero può esistere una decrescita felice?
«Il reddito di cittadinanza si farà. Nella manovra ci sono 9 miliardi per il reddito e uno per i Centri per l’impiego. Questo avvicinerà lo Stato ai cittadini e permetterà ai disoccupati di alzarsi dal divano e di formarsi, e di dare 8 ore alla settimana di disponibilità. Quindi i lavori socialmente utili di cui parla monsignor Giusti ci sono. Zero tolleranza per chi percepisce il reddito e lavora in nero».
Il vescovo – al tempo stesso il primo a sdoganare Nogarin dopo la vittoria elettorale e, in seguito, il critico più duro – dice che non intende né rinchiudersi né farsi rinchiudere in sacrestia fra lumini e incensi: anzi, deve farsi voce delle lacrime che ha visto e ascoltato…
«L’idea dell’Ovosodo Valley mi piace. Non ho ancora avuto il piacere di incontrare monsignor Giusti. Secondo me la Chiesa si può occupare meglio di sociale e di anime quando sta a distanza di sicurezza dalle logiche partitiche e di potere temporale». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
