Il Tirreno

Livorno

l’udienza  

Ex parà perseguitava la figlia e la moglie: Farete una brutta fine

Pietro Barghigiani

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PISA. «L’imputato è colpevole di stalking contro la figlia e merita di essere condannato a un anno». La requisitoria del pubblico ministero onorario, Vincenzo Molinaro si chiude invocando una sentenza di piena responsabilità per un ex militare della Folgore di 59 anni, di Livorno, ma che ha vissuto a Pisa. Una storia dolorosa che per una volta modifica i ruoli dei protagonisti di un reato che di solito vede contrapposti il lui e il lei di una coppia.

Davanti al giudice Luca Salutini si è dipanato un travaglio familiare in cui è il padre quello additato come il persecutore della figlia. L’ex moglie e la giovane, residenti a Pisa, si sono costituite parte civile con gli avvocati Ranieri Del Torto e Maria Grazia Senatore. I legali si sono associati alla richiesta del pm chiedendo la condanna dell’imputato alle spese mediche (per lo psicoterapeuta, ndr) a favore della figlia quantificate in circa 1.300 euro e al pagamento dei danni di salute e morale per 5mila.

L’assoluzione è stata, invece, chiesta dall’avvocato Silvio Monti, legale dell’imputato di cui non facciamo il nome per non rendere riconoscibili le parti offese.Per l’accusa i tormenti contro le due donne, in particolare la figlia, sarebbero andati avanti dal giugno 2013 al giugno 2014. Alla base di tutto gli effetti collaterali di un matrimonio arrivato al capolinea. Litigi quotidiani, incomprensioni caratteriali irreversibili. Lei lo vuole lasciare e lui trasferisce la disciplina militare in casa con atteggiamenti da padre-padrone. Nessuna violenza fisica. Le urla e le pressioni sono la regola. La relazione è ormai fuori dai binari del distaccato rispetto, quando l’imputato si costruisce un film tutto suo sulle ragioni del fallimento di coppia. È la tesi dell’accusa riportata nelle querele delle due donne. Immagina complotti e responsabilità e assegna alla figlia la decisione della moglie di lasciarlo. Le contesta di aver brigato per mettergliela contro fino al punto di rottura. E allora, convinto di essere diventato la “vittima” di una sorta di congiura, sfoga sulla ragazza la rabbia di un addio subìto. «Farete tutte e due una brutta fine» arriva a dire l’imputato sempre più fuori di sé. —

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di Redazione web