Il Tirreno

Livorno

tarzia (Capitaneria) 

«Crociere, 3 navi su 4 nei terminal merci»

F.L.

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LIVORNO. Le banchine del terminal crociere livornese, accolgono «solo il 23%» delle love boat che arrivano nel nostro porto. E il resto? «Passa per gli accosti dei terminal delle merci». Lo ha detto il contrammiraglio Giuseppe Tarzia che al convegno in Fortezza Vecchia, stimolato sulla collaborazione fra realtà del porto, parla di più dinamiche che poi influiscono sul quadro generale. Ad esempio, in assenza di voli di linea le compagnie di navigazione non investono su un porto e nei confronti del Nord Europa gli aspetti burocratici incidono non più dei limiti strutturali.

Ma c’è un altro aspetto va rimarcato: «Tranne il Molo Italia, Livorno vede l’ultima opera sua pubblica realizzata nell’81». Con i traffici in aumento, per la Direzione Marittima c’è un carico di lavoro maggiore: per Tarzia tornano attuali l’implementazione del piano regolatore portuale e l’adeguamento dei fondali. Il nostro scalo, come una zona del centro città, con le strisce blu in numero inferiore a quello delle auto. Come risolvere il problema? Il traffico è difficile da disciplinare e la richiesta generale aumenta.

Ma Stefano Corsini, presidente dell’Authority, frena: «C’è una continua condizione di transitorietà in tutti i porti che costringe a fare i conti con questa realtà. Serve una configurazione più stabile a livello nazionale». Il nostro scalo, deve mettere i muscoli, far pesare di più “l’area vasta”; andare oltre, per una Toscana che sfrutti meglio il suo brand, creando ricchezza di cui si abbia percezione. —

F.L.

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