Il Tirreno

Livorno

l’indagine  

«Non pagava i rifiuti dal 1996» Sequestri al circolo di pesca

Matteo Scardigli
«Non pagava i rifiuti dal 1996» Sequestri al circolo di pesca

La Finanza contesta alla direzione 50mila euro di debiti tra Tia e Tares  Indagata la titolare: dieci costruzioni realizzate senza i necessari permessi

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Occupazione abusiva di 1.500 metri quadri di area di proprietà del demanio, 10 manufatti costruiti senza permesso, 50mila euro di tasse comunali sui rifiuti evase (oltre vent’anni di Tares e Tari) e 10 mila euro di canone di concessione non pagati al demanio.

Le fiamme gialle del Roan (Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza) sotto il comando del colonnello Amedeo Antonucci sono intervenute poco più di due settimane fa nel circolo di pesca “Lo Scolmatore” (in via dello Scolmatore, all’altezza dei depositi costieri Neri), dopo mesi di indagini coordinate dalla pubblico ministero Sabrina Carmazi.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti il circolo si sarebbe infatti esteso ben al di là rispetto alle aree ottenute con la concessione regolare (circa 11mila metri quadri), costruendo su questo terreno occupato abusivamente le strutture messe sotto sequestro perché realizzate senza i regolari permessi.

Dai registri sarebbe inoltre emersa l’evasione fiscale incominciata già dalla costituzione del circolo, che risale al 1996, sia nei confronti del Comune che dell’agenzia del demanio.

Dietro ai sigilli sono finite le costruzioni abusive con tutta l’area circostante, ma è risultato che anche alcune strutture edificate sull’area in regolare concessione sono state realizzate senza permessi.

E per la presidente del circolo, la 61enne livornese Cinzia Bassi, è scattata la denuncia in Procura per il reato di “invasione di terreni dello Stato”.

«Quelle cifre sono una supposizione dei finanzieri, e noi i permessi per costruire lì ce li abbiamo tutti», raccontano al Tirreno dalla direzione de “Lo Scolmatore”: «Sotto sequestro poi c’è solo una minima parte del circolo, quella che corrisponde all’ingresso delle automobili, e non l’intera area come è scritto nel comunicato. E non riusciamo a capire come mai venga dato risalto alla questione soltanto oggi (ieri per chi legge, ndr), visto che il fatto risale a mesi fa».

Dalla caserma “Tullio Santini” sugli scali della Darsena, sede del Roan (distante dal circolo una dozzina di minuti in auto), la notizia infatti è giunta solo ieri, trascorsi i tempi delle verifiche per le indagini; e alla sede de “Lo Scolmatore” è arrivata tramite internet.

Per quanto concerne le cifre inoltre va considerato che nel totale dei 50mila euro sono state incluse anche le sanzioni “in considerazione anche delle mendaci dichiarazioni presentate nel tempo”.

Gli accertamenti sono stati riferiti anche all’agenzia del demanio al fine di recuperare i canoni di concessione non corrisposti relativi alle aree illecitamente occupate, quantificati in circa 10mila euro. —

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