Il Tirreno

Livorno

Da Modì a Rondelli un’orchestra di artisti e parole per illuminare i nostri quartieri - La lettera

Francesco Belais (*)
Da Modì a Rondelli un’orchestra di artisti e parole per illuminare i nostri quartieri - La lettera

Livorno, l’assessore alla Cultura Francesco Belais raccoglie la sfida delle luminarie che parlano: «Lanciamo un contest perché sia la città a scegliere»

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Gentile direttore,

la suggestione lanciata da Fabrizio Brancoli sulla prima pagina del Tirreno di mercoledì scorso circa la possibilità di illuminare con le parole le città della Toscana trova senza dubbio terreno fertile nella nostra Livorno. Abbiamo la fortuna di vivere in una città che ha dato i natali a moltissimi artisti di fama internazionale, da Modigliani a Mascagni, da Caproni a Piero Ciampi, e io credo che sia proprio questa polifonia di pensieri e parole a dover essere “messa in luce”.

Ciascuno di questi artisti è legato in particolare a un quartiere, a una strada, a un angolo della città che può diventare la cornice perfetta per ospitare un pensiero luminoso. Mi immagino i cittadini camminare lungo via Grande verso il mare, alzare lo sguardo e leggere le parole di Piero Ciampi: “Io non ho perduto il mio cuore strada facendo, io ho lasciato il mio cuore sul porto di Livorno”. O il monito di Modì, “Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni”, accogliere le persone in via Roma.E poi i versi livornesi di Caproni o le parole in musica di Pietro Mascagni.

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Ma perché limitarsi a chi non c’è più? Cosa ci impedisce di rendere omaggio ai nuovi poeti, come ad esempio Bobo Rondelli? Stonerebbe forse uno dei versi delle sue canzoni, “Viaggio d'andata senza ritorno - bella Livorno, mi fermo qui”, tra gli alberi di piazza Garibaldi o lungo i canali della Venezia?

Insomma, abbiamo l’imbarazzo della scelta. Ma questa scelta non può e non deve spettare a un sindaco o a un assessore. Parliamo del patrimonio della città e dunque vanno coinvolte le realtà associative e culturali della città e stimolata la creatività di ciascuno. Sarebbe bello istituire un contest tra tutti i cittadini di Livorno, raccogliere i loro suggerimenti e le loro idee e poi sottoporle a una valutazione da parte di una commissione composta dai rappresentanti delle associazioni culturali.
Un prodotto dal basso, capace di far volare in alto le parole e i pensieri sia di chi li ha scritti che di chi li leggerà.

*Assessore alla cultura del Comune di Livorno
 

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