Gioco
Addio all’artista turco che amava la sua Elba
livorno. «Saffa era immaginazione e coerenza, un maestro di vita che sarebbe potuto entrare nell’Olimpo dell’arte se avesse deciso rinunciato ai suoi princìpi, secondo i quali è sempre vissuto». Gli amici di Behçet Safa, artista nato a Istambul nel gennaio 1934 e morto a Livorno mercoledì, sono venuti fin dall’Emilia Romagna per rendergli omaggio nel giorno della cremazione. «Lo conoscevamo da anni, e l’incontro con lui cambiò la vita a ciascuno di noi. Questo viaggio lo facciamo da anni per venirlo a trovare nella sua Elba che tanto amava», raccontano.
Prima di salutarlo per l’ultima volta hanno bevuto un sorso alla sua salute, versando sulla bara un goccio anche per lui.
«Nella sua vita ha voluto essere presente là dove lo spirito dell’uomo si manifestava nella maniera più libera, si precipitò a Roma e a Parigi durante le contestazioni del Sessantotto e più di tutti seppe comprenderne il significato e trasmetterlo a chi riusciva a superare la maschera burbera che indossava fuori dal suo atelier di Capoliveri».
Girò il mondo e conobbe i più grandi artisti a cavallo dei due secoli, dai quali fu stimato. Poi scelse l’isola d’Elba per stabilirsi definitivamente. —
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