Il Tirreno

Livorno

la posizione del consorzio nautico 

«Il porticciolo smembrerà i circoli nautici»

Il popolo delle barchette vuole un incontro con Nogarin «La società di Azimut e Comune farà soldi sfruttando i diportisti: sono condizioni-capestro» 

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livorno. Dopo l’incontro in Authority con il responsabile dell’area demanio Gabriele Lami il Consorzio Nautico chiede un appuntamento urgente con il sindaco Filippo Nogarin per parlare della riorganizzazione degli specchi d’acqua di Porto Mediceo e Darsena Nuova in vista della realizzazione del nuovo porto turistico.

Un tema delicato, che non tocca soltanto l’interesse degli appassionati della piccola nautica, e che non più tardi di febbraio scorso aveva visto il sindaco schierarsi pubblicamente in prima linea in difesa dell’area. L’ipotesi prospettata allora da palazzo Rosciano non va giù al popolo delle barchette.

In prima battuta perché prevede il rilascio di un’unica concessione dalla durata ventennale a Porta a Mare spa (partecipata del Comune e di Azimut-Benetti), la clausola che obbliga il concessionario a garantire una ricollocazione per tutti i diportisti costretti al “trasloco” non basta a placare gli animi.

In secondo luogo perché la società dovrebbe realizzare subito pontili e opere di urbanizzazione per circa 450mila euro, esborso dal quale rientrerebbe già sin dal primo anno attraverso il canone richiesto ai circoli e (in maniera proporzionale) alla lunghezza dell’imbarcazione posseduta ai loro iscritti. Un pagamento sproporzionato per i privati, a detta del Consorzio: secondo l’ipotesi infatti essi dovrebbero versare quella cifra anche nei 19 anni a seguire, per l’intera durata della concessione.

Tutte entrate che per la Porta a Mare sarebbero puro guadagno, ad esclusione delle uscite dovute alla manutenzione straordinaria. «Chiare condizioni capestro, a cui i diportisti poi dovrebbero aggiungere i pagamenti per le utenze», continua il Consorzio. La beffa, oltre il danno del trasloco forzoso. E questo soltanto per tenere la barca ormeggiata. La riorganizzazione inoltre, nel nome della sicurezza, andrebbe a “smembrare” i circoli secondo la logica del divide et impera a tutto vantaggio del concessionario.

«I circoli – conclude il Consorzionautico – andrebbero a perdere completamente e in maniera irreparabile la loro peculiare, storica e virtuosa caratteristica di forte collante sociale». —

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