Gioco
I presidi promuovono la nuova pista ciclabile
Ma in via Galilei c’è un coro di no. I commercianti: «Così toglieranno i parcheggi o un senso di marcia, sarà un caos»
Presidi e professori favorevoli, studenti e commercianti contrari. Residenti divisi. Il progetto approvato dal Comune per realizzare una pista ciclabile in via Galilei, dal Cisternone all'Iti, fa discutere. C'è chi è favorevole perché «è giusto incentivare l'utilizzo della bicicletta» e chi si dice contrario perché via Galilei «è troppo stretta per farci entrare una pista ciclabile» e dice no alla cancellazione di una fila intera di parcheggi.
Il progetto che andrà a gara entro l’anno, e che è stato anticipato ieri dal Tirreno, prevede una pista di 375 metri dalla piazza del Cisternone a via Garibaldi, da ricavare al posto dei parcheggi di auto e scooter che si trovano lato istituti.
Ieri Il Tirreno è tornato in via Galilei intorno alle 13, quando centinaia di studenti escono da Iti e Cecioni e la strada è invasa da scooter e macchine (anche in doppia fila). «La pista ciclabile? Mi sembra una buona idea – commenta Giuseppe De Puri, dirigente del Cecioni – perché sono favorevole ai mezzi di trasporto alternativi. Non so come vorranno realizzarla, ma spero nel miglior modo possibile».
Della stessa idea la collega dell'Iti, la dirigente Giuliana Ficini: «Nella nostra scuola incentiviamo l'utilizzo della bicicletta per venire a lezione la mattina. È un mezzo comodo che ha molti vantaggi. Tra l'altro l'Iti ha partecipato anche al progetto Modì per la mobilità sostenibile, perciò l'idea di avere una pista ciclabile davanti mi trova d'accordissimo».
Non entra nel merito del progetto Stefano Guidi, direttore dell'istituto Mascagni, altra “istituzione” che si affaccia su via Galilei. Ma sottolinea: «È una strada molto pericolosa. Solo nell'ultimo anno sono stati investiti tre nostri studenti davanti all'istituto, mentre attraversavano le strisce. Credo che in linea di massima sia giusto incentivare l'utilizzo della bicie penso che il flusso in via Galilei debba essere regolamentato in qualche modo».
Tra i residenti, invece, c’è chi scuote la testa: «Avete visto che caos c'è a quest'ora? Come si fa a pensare di metterci una pista ciclabile», ripetono due donne che abitano della zona mentre camminano sul marciapiede. «Meglio una pista ciclabile che le auto in doppia fila», ribatte Eleonora Demi: «Io ho vissuto qui per dieci anni, adesso ci vive solo mia madre. Nelle ore di punta è un dramma. La colpa è dei genitori che si ostinano ad accompagnare i figli, anche di 17-18 anni, fino all'ingresso della scuola. Si fermano in doppia fila e formano un traffico pazzesco».
Molti studenti e commercianti, però, non ne vogliono sapere. «E le macchine dove andrebbero?», ripete Matteo Ghiani, studente dell'Iti: «L'idea non è male ma qui non mi sembra molto realizzabile». Accanto a lui anche Nicholas Nigiotti non è d'accordo sulla pista ciclabile in via Galilei: «Questa è una strada molto trafficata, ridurre la carreggiata vorrebbe dire creare ancora più ingorghi, specialmente nelle ore di ingresso e di uscita da scuola». Al Cecioni le reazioni sono simili, anche se qualche ragazzo è un po' più favorevole. «Molti vengono qui in bici – dice Federico Morzani – e sono costretti ad andare in mezzo di strada. Però con la pista ciclabile si creerebbe ancora più traffico». «Se non riducono la carreggiata – aggiunge l'amico Edoardo Mancini – tolgono posti ad auto e motorini, e non sapremmo più dove parcheggiare».
Contrari i commercianti. «Questa è una via trafficatissima – ripete Marika Centi del Cafè Modì – e se mettono una pista ciclabile bloccano tutto. Ve lo immaginate all'ora di pranzo che caos?». «Prima di fare questi progetti sulla carta – conclude Stefano Perini del bar davanti all'Iti – l'assessore dovrebbe rendersi conto di come funziona la viabilità a Livorno. Qui ci sono quattro istituti a pochissima distanza. Con la pista ciclabile o tolgono un senso di marcia o i parcheggi. In entrambi i casi sarebbe un problema». —
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