Gioco
Goldoni al buio, Nigiotti-show alla luce dei cellulari
Black out nel quartiere (e dentro il teatro) e il pubblico lo accompagna: invece di un flop diventa un evento memorabile
livorno. Per Enrico Nigiotti, il cantautore livornese che l’anno scorso ha stregato le platee tv di XFactor e adesso spopola con la “hit” in tandem con Gianna Nannini, il concerto di mercoledì sera al Goldoni era il segno della consacrazione nella “sua” Livorno. Ma un maledetto black out ha rischiato di mandare a monte tutto. Eppure, per paradosso, ha moltiplicato per cento e reso indimenticabile l’evento: al fascino dell’esibizione live sul palcoscenico di un teatro che ha visto passare la storia si è aggiunto il feeling creato al buio rischiarato da centinaia e centinaia di smartphone branditi come accendini.
Nigiotti che squadernando tutta la grinta possibile ha cantato insieme al pubblico le sua canzoni in una atmosfera magica. Del resto, aveva annunciato alla vigilia lui stesso via Facebook «una cosa che non dimenticherò mai»: il proprio concerto in un Goldoni tutto esaurito («sono nato, cresciuto e vivrò sempre a Livorno: mi ha sentito fare l’amore per la prima volta, mi ha visto fare un sacco di cazzate con i miei amici e mi ha insegnato che l’odore del mare è il profumo più buono del mondo»).
Resta il fatto che un appuntamento come questo non può essere contrassegnato da un black out: e in effetti dal 2004 a oggi non era mai accaduto.
In realtà, non c’è stata una totale assenza di energia elettrica: come conferma E-Distribuzione (gruppo Enel) «scusandosi per il disagio e ringraziando per la collaborazione e per le segnalazioni il teatro Goldoni e i vigili del fuoco», mercoledì sera a Livorno «alle ore 22,43 si è verificato un disservizio elettrico sulla linea di media tensione denominata Mascagni», colpa di un «danneggiamento verificatosi in un punto di cavo interrato in viale Sauro».
Insomma, i guai erano originati da un problema all’energia elettrica in tutto il quartiere. Lo ribadisce anche la Fondazione Goldoni «scusandosi con il pubblico e con l’artista per il disagio»: l’interruzione «non è dipesa in alcun modo dall’impianto del teatro, bensì da un guasto occorso ad una cabina dell’Enel ed alle conseguenti azioni messe in atto dai tecnici dell’Enel».
Una parte dell’intervento , «grazie alla collaborazione tra vigili del fuoco ed Enel», è stata rimandata a fine spettacolo, ricordano dal teatro mettendo l’accento sì sul proprio rammarico ma anche sul fatto che «l’artista ha avuto la prontezza e la professionalità di coinvolgere il pubblico nell’attesa per ripartire appena possibile con lo spettacolo».
La società del gruppo Enel parla di «alcuni buchi di tensione anche al Teatro Goldoni» precisando che le manovre «si sono così concluse alle ore 22,47, per un totale di 4 minuti, in modo da evitare problemi al teatro». In realtà, il pubblico parla di uno stop molto più lungo, almeno 15 minuti.
Ma il Goldoni non ha un sistema di emergenza per affrontare situazioni del genere? Certo che ce l’ha, ma se l’energia è troppo bassa viene concentrata sul fronte della sicurezza: come le vie d’uscita. Risulta invece che non c’è qualcosa del genere per supplire in automatico: ma fu una scelta costruttiva per far emergere comunque i rischi di sicurezza di potenziali cortocircuiti e consentire ai vigili del fuoco di affrontarli. —
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