Gioco
Bomba a mano in un giardino di corso Mazzini
Il residuato bellico è stato messo in sicurezza dai carabinieri, oggi l’arrivo degli artificieri del genio guastatori di Padova
«Venite, presto, c’è una bomba nel mio giardino». Nel pomeriggio di ieri un residente della palazzina al numero 179 di corso Mazzini, a due passi da piazza Attias, ha scoperchiato il pozzetto nel cortile interno per fare della normale manutenzione e si è trovato di fronte agli occhi un oggetto metallico della grandezza di un pugno, tutto incrostato di ruggine: una bomba a mano, per la precisione una granata Mk2 (“Mark 2”, o “Modello 2”) con tanto di capsula a percussione e innesco a tempo, detta pineapple, cioè ananas. Proprio come quelle che i soldati americani lanciano nei film ambientati durante la prima e la seconda guerra mondiale.
L’uomo ha subito chiamato il 112, e i carabinieri sono subito intervenuti per recintare la zona. I militari hanno potuto constatare che l’ordigno è in pessime condizioni a causa dell’usura del tempo, il che va a diminuirne il potenziale esplosivo. In piena efficienza infatti la bomba avrebbe potuto distruggere due piani della palazzina, oltre a comprometterne la stabilità; le condizioni in cui si trova invece non destano particolare preoccupazione.
È previsto per la mattinata di oggi l’arrivo degli artificieri del genio guastatori di Padova, allertati nel pomeriggio e già in viaggio verso Livorno durante la notte. Fino a quel momento, e per tutta la durata delle operazioni di messa in sicurezza e rimozione della bomba, i carabinieri rimarranno sul posto. Una volta rimosso, l’ordigno con ogni probabilità sarà portato a Padova dove verrà fatto brillare.
I militari non hanno ritenuto necessario procedere con l’evacuazione della palazzina né delle case circostanti, e al momento non è previsto un blocco del traffico (anche se è probabile che alla ripartenza del mezzo corazzato degli artificieri la strada verrà interdetta al passaggio).
Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri stessi la granata non sarebbe stata messa lì intenzionalmente (non negli ultimi settant’anni, almeno): non ci sarebbero dunque motivi per ritenere che faccia parte di un arsenale dimenticato lì dai tempi della guerra, e che nel cortile o in quel punto della rete fognaria ci siano altre armi o ordigni. Sarebbe invece finita nel pozzetto dopo aver viaggiato per anni all’interno del condotto. —
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