Gioco
Imprenditori fatevi avanti, arriva il bando per la gestione della Fortezza Nuova
Livorno, a breve una presentazione del progetto e a primavera l’avviso. Il sindaco: bisogna farla vivere, per contrastare il degrado
LIVORNO. Da ricettacolo di spacciatori, siringhe e degrado a fucina di eventi. Da parco, oggi, non certo ben frequentato (soprattutto in alcune ore) a ritrovo di famiglie, iniziative culturali. Da monumento “non-luogo”, ad un pezzo di storia che vuole prendere vita. Rilanciarsi. Valorizzare sé e la città. La Fortezza Nuova vuole cambiare pelle. E per la prima volta il Comune di Livorno, a braccetto con l’Agenzia del Demanio (lo Stato è proprietario dello storico monumento), ha avviato un percorso per arrivare alla concessione del bene per il suo recupero e valorizzazione. Attraverso un bando pubblico
VERSO LA GESTIONE. «Finalmente, dopo un lavoro durato anni, siamo riusciti ad avviare un percorso di valorizzazione che ci vedrà in prima linea insieme all’Agenzia del Demanio. Sarà l’amministrazione comunale infatti a stabilire quali funzioni dovranno essere contenute nel protocollo d’intesa che andremo a siglare nelle prossime settimane prima che il Demanio possa mettere a bando la struttura», è direttamente il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, a spiegare quello che accadrà nelle prossime settimane. Per l’imponente fortificazione costruita, su progetto di Bernardo Buontalenti e Don Giovanni de’ Medici, alla fine del Cinquecento è un invito alla vita. Verso una sua fruizione che sicuramente comprenderà anche i croceristi che arrivano con i bus navetta in piazza del Municipio e vedono il monumento davanti a loro.
COME E’ USATA OGGI. Attualmente la Fortezza (con il suo salone degli Archi usato per manifestazioni ed eventi culturali) è usata come parco pubblico e per l’organizzazione di eventi: ai fini della gestione è assegnata ai settori Manutenzione del Comune per quanto riguarda il verde e Cultura per gli aspetti legati alle iniziative. Il suo futuro, di fatto, è stato delineato in un primo incontro tra l’assessore Alessandro Aurigi e Alessandro Pasqualetti, responsabile dei servizi territoriali della Agenzia del Demanio per le province di Livorno e Pisa. Un incontro in cui è stata verificata la fattibilità del percorso.
LE FUTURE ATTIVITA’. Le nuove attività (conformi, comunque, alla destinazione d’uso che sarà prevista dalle amministrazioni competenti) dovranno ovviamente rispettare il carattere storico-artistico del bene: potranno essere di carattere turistico, ricettivo, ristorazione, iniziative ed eventi di carattere culturale, sociale, sportivo. «In ogni caso la proposta di gestione privata deve garantire l’accessibilità e la fruibilità pubblica del bene e delle aree esterne di pertinenza», si legge nella relazione del Comune del settembre scorso in cui, di fatto, viene avviato questo percorso. Sono previsti a carico del concessionario la manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alla effettuazione di tutte le opere previste nella proposta progettuale: trattandosi di un bene vincolato dal “Codice dei beni culturali” la totalità delle opere è soggetta al parere delle amministrazioni competenti in materia di tutela dei beni culturali.
PROTOCOLLO E E BANDO. Prima del bando si chiede ai vari enti di avviare un processo di concertazione istituzionale: chiamati in causa ovviamente l’Agenzia del Demanio, il Comune, gli enti preposti alla tutela, l’Autorità Portuale per quanto attiene ai fossi. Gli impegni reciproci saranno oggetto di un protocollo d’intesa tra le parti e poi ci sarà la costituzione di un tavolo tecnico. Da parte del Demanio si parla di una possibile pubblicazione del bando nella primavera del 2019 ed entro fine anno c’è la volontà di organizzare un open day di presentazione del progetto.
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