Il Tirreno

Livorno

innovazione 

Il futuro dell’energia è nell’idrogeno Esperti in Accademia

F.L.

La rete di Clypea discute dell’integrazione fra le fonti rinnovabili Nogarin interessato all’eco-riuso delle piattaforme offshore 

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LIVORNO. Un convegno, con ancora impresso l’eco di Katowice, il summit polacco per trovare soluzioni al cambiamento climatico, da dove è stato lanciato l’allarme rosso: ci sono vent’anni di tempo per salvare il pianeta. Poi, sarà il punto di non ritorno. Ed ecco che al Palazzo Allievi dell’Accademia Navale di Livorno, si è parlato ieri di innovazione tecnologica e ricerche, messe in campo dal network Clypea e dal titolo “Il contributo dell’idrogeno per l’energia di domani”.

Clypea dal 2014 riunisce team di eccellenza composti da università, enti di ricerca e istituzioni dello Stato, è nato allo scopo di intensificare ogni sforzo sul versante della ricerca per la sicurezza delle attività offshore fino ad evolversi come “hub di innovazione” (una rete informatica che tiene tutti in collegamento, ndc) per andare ad esplorare nuove frontiere. Compresa quella dell’idrogeno.

Michele De Nigris, direttore del dipartimento sviluppo sostenibile e fonti energetiche Rse (Ricerca Sistema Energetico) spiega che se continuiamo su questa strada, la terra andrà a sbattere a 200 all’ora contro un muro. Ed è fondamentale verificare («ma velocemente») il mix energetico dei diversi Paesi. Ma come? Attraverso l’integrazione delle energie rinnovabili: per il nostro Paese, sostanzialmente l’idroelettrico, il fotovoltaico, l’eolico e il geotermico.

Ma a volte il vento è assente, per esempio, così come il sole. Serve quindi un “cuscinetto” tra la variabilità della fonte rinnovabile e la variabilità del carico che non può essere previsto. L’idrogeno, può essere allora un elemento che permette di assumere quel ruolo di “cuscinetto”. Essere prodotto nel momento in cui in rete c’è molta disponibilità di energia elettrica ed utilizzarlo poi quando c’è meno disponibilità di energia, ma più carico. La chiave di tutto è la flessibilità che si ottiene anche attraverso l’integrazione dei diversi vettori energetici (elettricità, calore, raffrescamento, idrogeno ed altro ancora).

Il convegno si è aperto con i saluti di Franco Terlizzese (direttore generale del ministero dello sviluppo economico), del comandante dell’Accademia contrammiraglio Pierpaolo Ribuffo e dell’ammiraglio Pier Federico Bisconti, capo del reparto pianificazione politica marittima dello Stato Maggiore della Marina. Un convegno definito da quest’ultino, all’insegna della sfida futura e allo stesso tempo, una concreta realtà per quanto riguarda la nostra Marina Militare.

L’esplorazione nel campo delle rinnovabili è la rotta maestra per tracciare un percorso verso lo strumento marittimo sempre più rispettoso verso l’ambiente marino, perché un mare più sicuro e pulito è anche un mare meno costoso.

Per il sindaco Filippo Nogarin il fatto che «la nostra città, la nostra Accademia, abbia ospitato un simile simposio, mi riempie di orgoglio e anzi auspico che si riesca a promuovere contesti di dibattito di questo livello sempre in più occasioni». A suo giudizio, l’Accademia può essere «un salotto buono per mettere a sistema elementi di grande portata». Aggiungendo poi: «Per motivi geografici siamo logisticamente avvantaggiati. E poi, la presenza sul territorio di Eni nell’ambito dell’aspetto energetico, è un altro degli elementi che può valorizzare questo contesto, così l’industria molto elevata in termini tecnologici e uno dei parchi aerospaziali più importanti del mondo».

Il sindaco non ha nascosto poi un grande interesse per uno degli argomenti esposti: il progetto per il riutilizzo delle piattaforme offshore per la dissalazione e la produzione idrogeno e minerali: per Nogarin sarebbe fantastico. «Sicurezza industriale, ma anche sicurezza in senso lato. Noi abbiamo la piattaforma a largo della nostra costa – dice –, con ricadute in termini occupazionali che non sono mai arrivate. Sarebbe bello strizzare invece l’occhio a questo tipo di tecnologia. Pulita e molto meno pericolosa per la popolazione in caso di incidenti. Firmerei domani, fosse in mio potere, per fare un cambio».

Fra gli intervenuti, anche Stefano Corsini, presidente dell’Authority: «L’idrogeno, è il combustibile del futuro. Seguo con interesse ogni novità che arrivi, anche se al momento, per le navi è previsto più il gnl (gas naturale liquido)». —

F.L.

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di Redazione web