Il Tirreno

Livorno

«Ciao guerriero Pela», gli amici in lacrime salutano Riccardo

Matteo Scardigli
«Ciao guerriero Pela», gli amici in lacrime salutano Riccardo

Livorno, Pelagatti era una promessa degli arbitri italiani: è scomaprso a 32 anni. Lutto e un minuto di silenzio in tutti i campi della provincia dagli esordienti alla serie C

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Ciao guerriero», scrivono i famigliari e i tantissimi amici su Facebook per salutare Riccardo Pelagatti, 32 anni, elettricista livornese nella ditta di famiglia in piazza Roma fin dagli anni dell’adolescenza e assistente arbitrale iscritto all’Aia (associazione arbitri italiani). Se n’è andato nella mattinata di giovedì 6 dicembre portato via dal male contro cui lottava da tre anni. Era stato ricoverato per un’appendicite nel 2015, ma in seguito all’operazione dalla biopsia era emerso ben altro. Lui, un combattente nato non si è mai arreso. E appena uscito dall’ospedale aveva ricominciato subito a vivere.

Aveva già fissato da tempo la data delle nozze con la fidanzata Eleonora, e pochi mesi dopo la diagnosi si sono sposati come da programma. Più o meno un anno e mezzo fa avevano comprato insieme una casa in via Settembrini (quartiere La Rosa) con la ferma intenzione di metter su famiglia, perché il vecchio appartamento all’ex palazzo di vetro davanti al Cisternone iniziava a sembrare stretto. Era un grande appassionato di calcetto (a livello amatoriale) e di corsa, tanto che aveva mantenuto fino all’ultimo ben fisso in mente l’obiettivo di partecipare all’edizione livornese 2018 della Color Vibe.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17535694:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/12/06/news/muore-riccardo-pelagatti-era-assistente-arbitrale-della-figc-1.17535694]]

Così come non ha mai abbandonato il suo grande sogno, quello di diventare un arbitro nelle serie più prestigiose. Dopo tanti anni di gavetta nelle serie minori era stato promosso proprio quest’anno in serie C, anche se la federazione era stata costretta a metterlo sulle fasce come guardalinee perché il male aveva rallentato la sua corsa e intaccato la sua resistenza. Nell’ambiente erano in molti a considerarlo una promessa, e ieri alla camera mortuaria – fra i tanti amici – è andato a trovarlo per un ultimo saluto anche il collega di federazione Luca Banti.

«Era una persona eccezionale, piena di energia positiva e di tanta voglia di vivere anche durante i momenti peggiori», racconta di Pelagatti il cognato Massimo Castelli: «Lui ed Eleonora non hanno avuto figli, non hanno fatto in tempo, ma è stato uno zio meraviglioso per i suoi nipoti. Solo pochi mesi fa, prima dell’ultima ricaduta, ha voluto giocare a pallone con mio figlio; come a volergli trasmettere la sua passione per il calcio».

Il presidente dell'Aia Marcello Nicchi, in accordo con il presidente della Figc (Federazione italiana giuoco calcio) Gabriele Gravina, ha disposto che nel prossimo turno di Campionato tutte le terne arbitrali impegnate nelle gare di serie C scendano in campo con il lutto al braccio, per commemorare la sua scomparsa. Domani e domenica inoltre su tutti i campi della provincia, dagli esordienti alla terza categoria, prima dell’inizio delle gare verrà osservato un minuto di silenzio. La famiglia ringrazia tutto il reparto hospice - Associazione cure palliative di Livorno, e invita a fare una donazione all’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro). I funerali si sono svolti venerdì 7 dicembre alla chiesa di San Martino nel quartiere di Salviano. Poi l’ultimo viaggio di Riccardo al cimitero dei Lupi.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web