Il Tirreno

Livorno

alla rosa 

Non paga da 15 anni la casa popolare È sgombero

L’assegnatario aveva accumulato un debito di 47mila euro nonostante avesse  il reddito per pagare

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livorno. Non pagava l’affitto da quindici anni. E aveva accumulato debiti per 47mila euro. Nonostante un reddito «sufficientemente alto». Così una famiglia è stata buttata fuori da una casa popolare alla Rosa. È il secondo caso dopo lo sgombero deciso da Comune e Casalp pochi giorni fa nella zona di Salviano.

Lunedì mattina, fanno sapere dal municipio, gli agenti della polizia municipale «hanno provveduto a liberare un altro alloggio occupato da un nucleo familiare che non pagava l’affitto dal 2003, pur avendo le risorse economiche per farlo». Una famiglia «senza minori o anziani a carico, con reddito complessivo di oltre 22mila euro all’anno» e che «doveva corrispondere a Casalp un affitto mensile di 150 euro per un alloggio di 71 metri quadri più cantina e terrazza in zona La Rosa».

«Anche stavolta – è il commento dell’assessore al sociale Leonardo Apolloni – siamo di fronte a un caso di morosità colpevole, aggravata dal fatto che dal 2014 gli inquilini non hanno nemmeno presentato la dichiarazione dei redditi. Alla fine hanno accumulato un debito di oltre 47mila euro, ignorando ben 177 bollettini di pagamento e ogni ipotesi di rateizzazione». «Ma ciò che è più grave – chiosa – è che, con questo comportamento, è stato sottratto un alloggio popolare a chi aveva veramente bisogno. L’obiettivo di questa attività di contrasto ai furbetti è molto semplice: recuperare quanti più alloggi possibile per riassegnarli al più presto alle troppe famiglie che vivono in condizione di disagio. E ripristinare in questa città, oltre alla legalità, un po’ di giustizia sociale».

Un caso simile è stato registrato il 27 novembre scorso quando all’alba, a Salviano, c’è stato il primo sgombero – sotto l’amministrazione del M5S – di un inquilino delle case popolari che risultava moroso dal 2015 e aveva rifiutato ogni piano di rientro dal debito. Il provvedimento, in quel caso, è stato adottato nei confronti di una sessantenne dipendente di una banca, che da tempo non pagava più il canone: secondo quanto accertato da Comune e Casalp, l’assegnataria non abitava nemmeno più in quell’alloggio che veniva invece utilizzato da un suo parente.

Negli ultimi due anni la società ha contattato direttamente più di 1300 utenti morosi per permettere loro di rientrare dal debito accumulato. Sono stati sottoscritti circa 300 accordi, mentre altri 200 hanno riconosciuto il debito, iniziando a pagare. Per tutte le altre posizioni, grazie ai pignoramenti, sono stati recuperati 1,5 milioni. Sulle fasce di reddito più alte è stato attivato invece un procedimento di decadenza: su 21 famiglie contattate, 9 hanno regolarizzato la loro posizione versando complessivamente 86.500 euro in una sola tranche. Per gli altri sono stati messi in calendario gli sgomberi. —

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