Gioco
Il Far West premia le furbate «Ma poi la paghiamo tutti»
«C’è chi l’utile d’impresa lo cerca pianificando fin dall’inizio di chiedere il concordato scaricando i suoi guai su tutti i fornitori»
LIVORNO. Il meccanismo lo mette in chiaro Alberto Ricci, presidente confindustriale e vice della Camera di Commercio: «C’è chi struttura il proprio utile d’impresa mettendo praticamente in programma fin dall’inizio l’idea di chiedere poi il concordato come “ombrello” così pagherà i creditori la metà o forse la metà della metà». Ma così i fornitori diventano il parafulmine dei guai altrui e vanno ko. «Ne consegue – rileva – è la desertificazione delle professionalità: la furbata di qualcuno la paghiamo tutti».
Colpa della crisi ad azzannare alla gola le ditte o della furberia di qualche (im)prenditore, fatto sta che si moltiplicano le procedure concorsuali: sono 71 quelle relative a imprese di costruzione di edifici (più 77,5% negli ultimi 7 anni) e 41 quelle per ditte di lavori edili specializzati (più 46,4%).
«L’edilizia – dice Ricci – è una prateria da Far West: non bastano i sistemi di controllo perché intervengono a valle. Vanno benissimo, ma la patologia va fermata prima che si ammali tutto il corpo. Come? È indispensabile la qualificazione: non è possibile che chiunque si possa improvvisare qualsiasi cosa senza che siano previsti standard di solidità patrimoniale e di affidabilità professionale: lo fanno con il retropensiero di darsi alla fuga se qualcosa si mette male, è concorrenza sleale».
L’ultima (doppia) sottolineatura di Ricci. Da un lato: giusto evitare il consumo di suolo, ben venga la rigenerazione («ma l’espansione serviva ai Comune per avere soldi pronta cassa con gli oneri di urbanizzazione, ma lasciando i quartieri nel fango»). Dall’altro: non si esce dalla crisi senza un programma forte che anziché all’assistenzialismo punti a «ammodernare edilizia scolastica, sicurezza idrogeologica e antisismica». —
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