Gioco
Canestri, cubo, tabelloni e led non a norma: «Così niente nazionale al PalaModigliani»
Livorno, ecco la relazione dei commissari Fiba all’impianto. La federazione: «È il motivo per cui la gara è stata annullata». Ma i documenti ufficiali dicono che la causa è il concerto di Emma Marrone
LIVORNO. Due canestri (non regolamentari) invece dei quattro previsti, il cubo non funzionante, i display dei 24” non conformi ai requisiti richiesti dalla federazione internazionale e i led per il passaggio dei messaggi pubblicitari assenti. Non solo: difficoltà per un corretto posizionamento degli spazi adibiti alla ripresa televisiva e un impianto di illuminazione che necessità della riparazione-sostituzione di diciotto proiettori.
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Sono queste alcune delle criticità riscontrate, e messe per scritto, nella relazione firmata dai due commissari inviati della Fiba il 29 ottobre scorso per effettuare il sopralluogo al PalaModigliani in vista della gara di qualificazione ai mondiali di basket tra Italia e Ungheria in programma il prossimo 22 febbraio. Per i vertici della federazione regionale, che martedì 4 dicembre hanno convocato una conferenza stampa per rispondere alle critiche dopo la pubblicazione sul Tirreno del pasticcio sportivo-istituzionale che ha portato all’annullamento della gara a Livorno, proprio le condizioni dell’impianto sarebbero il motivo principale per cui la partita è saltata e la città è stata bocciata. Nonostante – queste le note positive – spogliatoi ampi, una tribuna stampa in grado di ospitare fino a cento postazioni, l’ampio parcheggio e 8200 posti.
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Una versione che contrasta, e di molto, con quella dell’amministrazione e della società PalaLivorno che gestisce l’impianto, e che al contrario imputano la responsabilità della figuraccia alla federazione. E in particolare al vice presidente regionale Massimo Faraoni (il Comune vorrebbe citarlo per un danno di immagine) che avrebbe garantito di poter avere una deroga rispetto al regolamento internazionale che prevede la disponibilità del campo due giorni prima della partita nonostante il 20 febbraio sia fissato da tempo il concerto di Emma Marrone.
«Come federazione – spiega Marco Petrini, consigliere federale – abbiamo certamente commesso delle leggerezze, ma nel momento in cui abbiamo proposto la candidatura di Livorno non ci aspettavamo un impianto ridotto in queste condizioni dove, ad oggi, non potrebbero giocare nemmeno a bocce». Aggiunge il presidente regionale Simone Cardullo: «Non era compito della federazione nel momento della candidatura essere al corrente delle condizioni dell’impianto». Eppure proprio il segretario della Fip nazionale Maurizio Bertea in due lettere ufficiali motiva l’annullamento della gara a causa dell’indisponibilità dell’impianto.
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A ricostruire quanto avvenuto dal 4 maggio al 19 novembre, ci prova lo stesso Faraoni. «Quando dal presidente Gianni Petrucci – ricorda – è emersa la possibilità di poter giocare una partita della nazionale a Livorno abbiamo scelto la gara contro la Lituania del 30 novembre. Ho subito contattato Riccardo Rossato, presidente del PalaLivorno, per chiedere l’impianto anche per i due giorni precedenti. Ricordo la telefonata fatta da Rossato all’amministratore delegato Sandro Giacomelli dove quest’ultimo confermava la disponibilità del PalaModì. Solo dopo oltre due mesi (siamo al 19 luglio) è venuto fuori ufficialmente il concerto dei Prodigy che ci ha costretto a scambiare la partita con Brescia per prendere quella con l’Ungheria».
È prima dello scambio che la federazione si sarebbe aspettata l’intervento dell’amministrazione «che imponesse la nazionale». Venti giorni più tardi, siamo all’8 agosto, la gara viene comunque presentata senza considerare due grosse incognite: le condizioni del PalaModigliani dove da anni non ci sono partite di basket di un certo livello e la regola Fiba che impone i due giorni di campo libero prima del match. «Della possibilità di far allenare le squadre in un altro impianto ne ho parlato con il funzionario della federazione e con l’allenatore Meo Sacchetti. E l’unica domanda che mi hanno fatto riguardava la qualità del parquet».
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