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Denunce antiviolenza Livorno record toscano
Aumentano le donne che si rivolgono ai centri provinciali Dal 2006 in Toscana sono 10 le vittime uccise dal partner
«Cercava di farmi ingrassare per poi infamarmi: quando ero incinta diceva al bimbo nella pancia “Ti libererò da questa cicciona di merda”». «Facevo tre o quattro lavori al giorno senza un centesimo in tasca, lui diceva che non ce la faceva, che non sapeva i soldi dove andavano, anche se poi si è saputo. Mi diceva: “Fatti mandare i soldi dai tuoi fratelli o dai pezzi di merda dei tuoi genitori. Qui lavoro solo io”». «Mi dette una botta in testa con un libro, io per paura che Matteo sentisse feci finta di niente e lui cominciò a dirmi non ricordo cosa. Matteo si alzò, aveva sei anni, si alzò e gli tirò un pugno nel viso, il padre venne verso di me e disse: “Vedi cosa gli stai insegnando?”. Matteo lo guardò, ma con una faccia che non era quella di un bambino e gli disse: “No babbo, me lo stai insegnando te” e poi cominciò una cantilena tipo “Devi morire, devi morire”».
Queste sono alcune testimonianze di donne raccolte dall'Osservatorio sociale regionale e lette ieri mattina al Centro Donna dalla scrittrice Antonella Panza, durante il seminario degli operatori della Rete antiviolenza in cui è emerso (dal decimo rapporto sulla violenza di genere in Toscana) che Livorno e la provincia hanno il record regionale di denunce in rapporto alla popolazione. Segno che sul territorio si verificano più atti di violenza, o che la sensibilizzazione ha ridotto la paura di denunciare.
Donne dalle storie che sembrano incredibili e che invece raccontano una normalità che tende a ripetersi: «Non si può fare un prototipo dell'uomo maltrattante, sono molto diversi tra loro per estrazione sociale, età, livello culturale o religione – spiega la ricercatrice Mariella Popolla che con Luca Caterino ha organizzato le interviste –. La violenza che li accomuna è sempre cifra di un certo tipo di maschilità e di un modo preciso di intendere la donna: tirano in ballo gelosia e possessività ma poi tradiscono le compagne, le isolano dalla famiglia di origine, le riempiono di debiti e ne controllano il corpo anche indirettamente».
Dal 2006 in Toscana sono stati registrati 108 femminicidi, nel 65,7% dei casi avvenuti per mano di partner o ex partner, di cui 10 nella provincia di Livorno (8 le donne italiane, 2 straniere): «Bisogna usare questa parola per individuare il fenomeno – spiega la responsabile dell'Osservatorio Silvia Brunori –. L'omicidio descrive un uomo che uccide su suolo pubblico, il femminicidio un uomo che uccide una donna all'interno di una relazione».
Questi i dati della provincia, da cui emerge un aumento importante delle denunce: 1562 le donne che dal 2010 a oggi si sono rivolte ai centri antiviolenza; 564 le donne seguite dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2018, con un caso ogni 272 donne residenti.
Presenti al seminario la vicesindaca Stella Sorgente, il presidente dell'associazione Ippogrifo Maria Giovanna Papucci e il presidente di Ginestra Eleonora Gallerini. —
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