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Fattura elettronica per imprese e negozi, da gennaio scatta l'obbligo: le 10 cose da sapere
Cna: la rivoluzione del nuovo sistema in vigore da gennaio riguarda piccole aziende e negozi. Addio carta, il documento si scambierà per mail e si archivia sul computer
È partito il conto alla rovescia per l’obbligo dell’emissione di fattura elettronica per milioni di contribuenti. Per negozianti e piccole imprese sarà una rivoluzione nel lavoro quotidiano: che può rappresentare qualche disagio, soprattutto nelle prime settimane, ma che offre la possibilità di semplificare molti processi e soprattutto dare l’addio alla carta e agli ingombranti archivi anche se resterà obbligatorio dover fornire il pdf a chi lo richiede, ma solo per la visualizzazione.
A oggi - ma la materia è in continuo aggiornamento e in molti sperano ancora in una proroga o nella possibilità di essere esentati - la nuova “fattura”entrerà in vigore dal primo gennaio. L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una App per cellulari e un programma per i computer: le fatture potranno essere inviate e ricevute con tre modalità. Ci si può avvalere di un professionista delegato. Tra questi anche Cna a cui abbiamo chiesto un vademecum realizzato da Gianluca Bibolino, responsabile tributario di Cna Livorno, e Alessandro Longobardi, responsabile comunicazione.
1. Dal 1° gennaio cambiano tutte le regole
La legge di Bilancio 2018 ha sancito l'obbligatorietà della fatturazione elettronica tra soggetti privati a partire da gennaio 2019.
2. Chi deve farla e chi invece resta escluso
L’obbligo di emissione di fattura elettronica riguarda tutti i soggetti privati con partita Iva italiana (B2B ovvero Business to business), anche verso acquirenti privi di partita Iva (B2C - persone fisiche- Business to consumer). Sono esclusi dall’obbligo di emissione di fattura elettronica i soggetti passivi che rientrano nel "regime di vantaggio", quelli che applicano il "regime forfettario" e con un emendamento in corso di approvazione in Parlamento, dovrebbero essere esclusi anche i medici ed i farmacisti. Anche gli esclusi potranno essere però destinatari di fatture elettroniche e dovranno essere quindi in grado di gestirle.
3. La differenza con quella tradizionale
La fattura elettronica si differenzia da una fattura cartacea in generale per due aspetti:1) va necessariamente redatta utilizzando un pc, un tablet o uno smartphone2) deve essere trasmessa elettronicamente al cliente tramite il cosiddetto Sistema di Interscambio (SdI).
4. Cosa contiene il nuovo documento
I dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi previsti fino al 31 dicembre 2018 nelle fatture cartacee, oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura. Per questo deve essere compilato anche il campo "codice destinatario", indispensabile per far recapitare correttamente la fattura al cliente da parte dello SdI. Il campo potrà essere compilato con:1) il codice di 7 cifre alfanumerico del cliente che rappresenta l’indirizzo telematico dove recapitare le fatture; 2) oppure il valore "0000000" e nel campo "Pec destinatario" deve essere riportato l’indirizzo Pec comunicato dal cliente;3) oppure ancora con il solo valore "0000000" nel campo "codice destinatario" e niente altro, se il cliente è un consumatore finale oppure un contribuente in regime di vantaggio o forfait.
5. Come deve essere compilata
Per compilare una fattura elettronica è necessario disporre di un PC ovvero di un tablet o uno smartphone; un programma (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel formato XML previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018. Il formato della fattura elettronica deve essere XML conforme all’allegato A del richiamato provvedimento, e potrà contenere allegati quali ad esempio un d.d.t. (documento di trasporto).Attenzione, se la fattura viene predisposta ed inviata al cliente in forma diversa da quella XML ovvero con modalità diverse dal Sistema di Interscambio, tale fattura si considera non emessa, con conseguenti sanzioni, a carico del fornitore e con la impossibilità di detrazione dell’Iva a carico del cliente.
6. Attenzione all'invio: è importante
Le modalità per inviare e ricevere fatture elettroniche al Sistema di Interscambio sono tre:1)tramite un proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). In questo caso si riceveranno via PEC anche le notifiche che il SdI produrrà e, trattandosi di documenti informatici, sarà necessario conservare digitalmente anche tutti i messaggi PEC, non solo le fatture.2)tramite attivazione di un proprio canale web service o un canale FTP. Sarà quindi necessario accreditarsi al SdI e attivare un lungo processo, con coinvolgimento di risorse tecniche ed economiche, e l’istituzione (o la presenza) di un sistema documentale per la gestione dei flussi in entrata e uscita. Tutti file dovranno anche essere conservati digitalmente a norma.3)avvalendosi di un soggetto appositamente delegato come ad esempio la Cna o un professionista, che si preoccuperà quindi di provvedere alla gestione di tutto il flusso, dalla trasmissione, passando dalla ricezione, fino alla conservazione a norma, utilizzando i canali e gli strumenti messi a disposizione da parte di un intermediario già accreditato al Sistema di Interscambio (solitamente una software house).
7. Il supporto dell'Agenzia delle Entrate
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione gratuitamente 3 tipi di programmi per predisporre le fatture elettroniche:1) una procedura web, utilizzabile accedendo al portale "Fatture e Corrispettivi" del sito internet dell’Agenzia; 2) un software scaricabile su PC (tale procedura può essere utilizzata anche senza essere connessi in rete);3) un’App per tablet e smartphone, denominata "Fatturae" e scaricabile dagli store Android o Apple.
8. Il cliente sceglie dove riceverla
Dipende dal canale di ricezione scelto dal cliente. Se il cliente finale ha richiesto un codice destinatario la fattura elettronica verrà veicolata nel canale che ha registrato presso il SdI; viceversa, se ha scelto di riceverle via Pec, la fattura elettronica verrà inviata all’indirizzo Pec indicato.
9. Come vanno conservate quelle emesse
La fattura che deve essere conservata a norma è quella che viene veicolata attraverso il Sistema di Interscambio, quindi è il file XML; ad ogni modo, come previsto dalle regole tecniche sulla conservazione, la fattura elettronica dovrà essere resa leggibile ad occhio umano in fase di esibizione. Quindi, è obbligatorio conservare digitalmente l’XML e, qualora ne venisse richiesta la visualizzazione, sarà necessario applicare il foglio di stile per consentirne una visualizzazione semplificata. Non è pertanto il file PDF che va in conservazione, in quanto valido per la sola visualizzazione.
10. Da quando scatta la validità
Per rispondere a questa domanda dobbiamo innanzitutto considerare la data di emissione. Come indicato dall’art. 21 della legge Iva, la data di emissione coincide sempre con la data indicata in fattura (vale a dire il campo "Data" della sezione "DatiGenerali") della fattura elettronica, ed è indipendente dal momento di consegna della stessa. La data di emissione è obbligatoria in fattura, e corrisponde al momento in cui l’imposta diventa esigibile. Cosa significa tutto questo? Semplicemente che con la fattura elettronica il momento di emissione diventa palese: la fattura è da considerarsi emessa nel momento stesso in cui viene prodotto l’XML e trasmesso al Sistema di Interscambio (SdI).
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