Gioco
L’emozione dei 198 allievi per il solenne giuramento: «Siate strumento di pace»
Tribune gremite da autorità, parenti e amici sul piazzale del Brigantino. L’ammiraglio Ribuffo: «Il senso dell’onore è la vostra stella polare»
LIVORNO. Solennità, rispetto e coraggio di affrontare la professione del mare sono stati i tre grandi cardini intorno ai quali si è svolta la cerimonia del Solenne Giuramento di fedeltà alla Patria dei 198 allievi dell'Accademia Navale. Come da tradizione, familiari e amici dei giovani accademisti hanno riempito le tribune che si affacciavano su un piazzale del Brigantino illuminato da un tiepido sole. Spazio poi ai rappresentanti delle istituzioni politiche, civili, militari e religiose: a dare il saluto agli allievi sono stati il sottosegretario di Stato per la difesa, l'onorevole Raffaele Volpi, il capo di stato maggiore della Difesa Enzo Vecciarelli e il capo di stato maggiore della Marina militare Valter Girardelli. A fare gli “onori di casa” il comandante dell'Accademia Navale Pierpaolo Ribuffo: il caloroso saluto con il sindaco Filippo Nogarin ha confermato lo stretto rapporto che lega la città alla “sua” Accademia.
Le note della fanfara hanno accompagnato tutte le operazioni di ingresso sul piazzale dei 115 allievi della 1ª Classe del corso normale, dei 78 del 18° corso a ferma prefissata e dei 5 del 18° corso piloti di complemento. «Vi auguro di essere generosi verso la Patria e verso gli altri – sottolinea l’ammiraglio Ribuffo - Diffidate da chi dice soltanto sì. Abbiate capacità critica e imparate a ragionare con il vostro cervello. Avete il mare davanti, il mare vi entrerà nel sangue. Il senso dell'onore sia la vostra stella polare». E mentre al microfono si alternavano le autorità, sugli spalti in molti si sono emozionati. Madri e padri arrivati da ogni parte d'Italia per accompagnare i figli a questo importante passo della loro vita, li hanno visti sfilare davanti ai propri occhi, che inevitabilmente si sono riempiti di lacrome di commozione. «Siamo a Livorno – interviene l’ammiraglio di Squadra Girardelli – città di mare, che sul mare è nata e cresciuta. Il Mediterraneo è la culla della civiltà, ma è anche un territorio complesso perché su di esso si affacciano 3 continenti e 22 paesi. Perciò come uomini di mare dobbiamo allargare il nostro sguardo verso l'orizzonte, aprendoci agli altri due continenti vicini, perché gli effetti di ciò che accade lì si ripercuotono in Europa. E in primis in Italia. Difesa e sicurezza, supporto del “sistema Italia”, cooperazione internazionale e sviluppo scientifico-tecnologico sono la base della moderna marina militare».
Orgogliosi dei propri allievi anche i docenti dell'Accademia. «Hanno provato per un mese e mezzo, sono bravissimi» commentavano in platea i professori Paolo Falleni e Barbara Bartolini. L'ultimo a parlare è stato l'onorevole Volpi che ha augurato ai cadetti di avere sempre la capacità di scegliere. «Da voi – ha detto – la gente si aspetterà indicazioni corrette per fare la cosa giusta. Non abbiate paura e siate leali. Sappiate sempre esprimere umanità, il mare dev'essere strumento di pace e cooperazione tra i popoli. Sono convinto che le forze armate rimangono ancora uno strumento attualissimo per portare la pace nel mondo».
A proposito di missioni all’estero, il capo di Stato Vecciarelli ha commentato che «La nostra strategia rientra nel quadro più ampio della strategia della Nato: dobbiamo provvedere alla difesa collettiva e alla gestione delle crisi nel mondo e a supportare tutti coloro che hanno volontà di pace in quella che è la gestione cooperativa della sicurezza». Poi, di fronte al Tricolore, il comandante Ribuffo ha dato lettura del solenne giuramento.E i 198 allievi hanno risposto all'unisono: «Lo giuro!».
Nicolò Cecioni
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