Il Tirreno

Livorno

la riorganizzazione del 118 

Dai sindaci il via libera all’ambulanza senza medici e con i soli infermieri

G.C.
Dai sindaci il via libera all’ambulanza senza medici e con i soli infermieri

L’Asl frena, ma il documento che prevede la rimodulazione del 118 passa all’unanimità A Bologna assessore radiato  dall’Ordine per la stessa delibera

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LIVORNO. Venerdì notte, dopo una riunione fiume, l’assessore alla sanità della Regione Emilia Romagna, il dottor Sergio Venturi, è stato radiato dall’Ordine dei Medici: non potrà più indossare il camice bianco.

Un anno fa era stato sospeso dallo stesso Ordine il direttore sanitario dell’Asl di Bologna Angelo Fioritti.

Ci si chiederà: che cosa c’entrano con Livorno? Entrambi, nei loro rispettivi ruoli, avevano previsto la presenza dei soli infermieri specializzati a bordo delle ambulanze, senza i medici.

Si tratta dello stesso progetto che l’Asl sta pensando di attuare nel 2019 nella nostra città. Il piano rientra nel documento di programmazione 2018-2019 che è stato integralmente approvato venerdì dalla Conferenza dei sindaci.

In esso - si legge chiaramente a pagina 29 - si prevede la rimodulazione dell’emergenza territoriale del 118 con l’istituzione di automediche (con medico e infermiere a bordo) e di ambulanze di soccorso e rianimazione con solo l’infermiere a bordo.

L’infermiere «potrà fornire soccorso nel sostegno delle funzioni vitali, attraverso l’esecuzione di manovre salvavita e la somministrazione di farmaci, sulla base dei protocolli definiti dai Responsabili delle Centrali Operative 118», si legge nel documento deliberato dall’azienda sanitaria che ha avuto il via libera anche dai sindaci.

Proprio per questo, come avevamo scritto nei giorni scorsi, quattro sindacati dei medici hanno presentato un esposto all’Ordine dei Medici per esercizio abusivo della professione: «Secondo il protocollo che si vuol rendere operativo a Livorno e a Pisa, ai professionisti infermieri sono consentite pratiche di esclusiva pertinenza medica, come la somministrazione di delicatissimi farmaci salva-vita. In situazioni di emergenza procedure, presìdi e terapie necessitano inevitabilmente di un percorso diagnostico accurato prima di essere posti in essere. E se effettuati da personale non medico, configurano senza dubbio alcuno la gravissima ed intollerabile condizione dell’abuso della professione medica», accusano i medici.

Davanti alla rivolta dei medici livornesi e pisani e ad un’importante raccolta di firme che è stata fatta a Collesalvetti (che nei mesi estivi rischiava di perdere l’unico medico a bordo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza) la Regione e l’Asl hanno frenato. Garantendo che Collesalvetti non perderà il proprio medico. Ma di fatto, finora, mai ha smentito né il taglio dei medici dalle ambulanze nella città di Livorno (oggi ce ne sono tre, il piano ne prevedeva uno solo a bordo dell’automedica), né l’istituzione delle cosiddette “India”, le ambulanze infermieristiche che dovrebbero sostituire le tre attuali ambulanze medicalizzate.

È chiaro che la decisione dell’Ordine dei Medici di Bologna di radiare il dottore-assessore che aveva previsto le ambulanze con i soli infermieri, riaccenderà il dibattito tra gli attori in campo e potrebbe rappresentare uno spartiacque anche nelle scelte future dell’Asl livornese e della Regione. Ad oggi, tuttavia, il documento di programmazione, approvato appena due giorni fa all’unanimità da tutti i sindaci (compresi Livorno e Collesalvetti), prevede che la rimodulazione vada avanti.

G.C.

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di Redazione web