Il Tirreno

Livorno

Niente nazionale al PalaModigliani, l’ira del sindaco «Causa per danni»

Federico Lazzotti
Niente nazionale al PalaModigliani, l’ira del sindaco «Causa per danni»

Livorno, Filippo Nogarin replica al numero due della Fip regionale: «Noi ingannati, abbiamo chiesto agli avvocati di valutare un'azione legale nei confronti del responsabile»

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LVIORNO. «Ingannati», «comportamento vergognoso», «danno inqualificabile». E soprattutto l’intenzione di «querelare chi ha fatto saltare la partita della nazionale di basket». Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin è l’ultimo, in ordine di tempo, a entrare in campo nella battaglia sportivo-istituzionale che riguarda il pasticcio che ha causato l’annullamento del match in programma il 22 febbraio prossimo tra Italia e Ungheria al PalaModigliani perché – come si legge nella lettera inviata dal segretario della Fip al Comune il 19 novembre – l’impianto non era libero 48 ore prima dell’evento, come invece prevede il regolamento internazionale.

Il Noga-pensiero è affidato a un video di poco meno di quattro minuti pubblicato ieri mattina sul profilo Facebook del sindaco. «La partita di basket Italia-Ungheria di basket non si giocherà a Livorno – spiega dal suo ufficio – a causa dell’approssimazione con cui il vicepresidente regionale della Federazione italiana pallacanestro (Massimo Faraoni ndr) ha gestito questa vicenda delicata. Il Comune e soprattutto i cittadini di Livorno sono parte lesa in questa storia e noi ci siamo già rivolti all’avvocatura per rivalerci su chi ha causato questo danno inqualificabile alla città».

Nogarin ricostruisce quanto avvenuto spiegando come il Comune sia «proprietario del PalaModigliani e lo mette a disposizione di chiunque ne faccia richiesta per manifestazioni, sport e concerti, specificando bene la data dell’evento e i tempi necessari per allestire l’evento stesso. In questo caso il vicepresidente regionale della Fip ci ha chiesto la disponibilità per l’evento per il 22 febbraio, noi abbiamo risposto che eravamo disponibili, dando anche l’informazione che la struttura era disponibile dalle 10 del 21 perché prima c’era già un concerto (Emma Marrone ndr) che aveva già iniziato la bigliettazione e quindi non sarebbe stato possibile disdire».

Il primo cittadino cita la ricostruzione del Tirreno aggiungendo che «nessuno ha mai detto o chiesto al Comune la regola della Fiba secondo la quale per l’evento sarebbero state necessarie 48 ore prima la disponibilità dell’interna struttura. Altrimenti – dice – avremmo dovuto negare il 22 questa disponibilità avendo il 20 già un altro evento programmato».

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Rispetto alle dichiarazioni del numero due della Fip regionale che aveva spiegato come l’errore fosse precedente e riguardasse la mancata organizzazione del match tra Italia e Lituania e a problemi all’impianto, sottolinea come sia «inutile che adesso chi ha responsabilità di avere queste informazioni e di organizzarle al meglio o cerchi di scaricare il barile addosso al Comune, all’assessore o a chi di turno. Questo è un comportamento vergognoso».

Infine annuncia di aver «già dato tutte le informazioni alla nostra avvocatura civica affinché si comprenda se ci sono gli estremi per poter valutare una querela per danno da immagine alla città». Perché «i primi a essere penalizzati da questa situazione sono tutti i livornesi. Ma quello che ci fa più ancora dispiacere è che la città tutta davanti a una situazione del genere è stata ingannata, ingannata con la piena consapevolezza che queste sono le regole che erano a disposizione». Per il futuro – conclude – «ci rivolgeremo a persone più capaci di gestire certe cose e cercheremo come nostra consuetudine di portare evento di quella caratura in più svariati settori dello sport perché questo è quello che Livorno si merita».


 

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