Il Tirreno

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Il tribunale blocca la confisca delle case dei Piloti alla stecca

Flavio Lombardi
Il tribunale blocca la confisca delle case dei Piloti alla stecca

Livorno, in attesa del giudizio di merito, il Tar ha sospeso il provvedimento del Comune per quattro immobili di proprietà del Corpo nel complesso di via Edda Fagni

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LIVORNO. Il Tar della Toscana ha sospeso l’esecuzione del provvedimento del Comune dell’11 ottobre che ha come oggetto gli immobili di proprietà del Corpo dei Piloti del porto che si trovano nella “stecca” Benetti, in via Edda Fagni. Questo è solo il verdetto del primo round, portato a casa dai difensori Matteo Pollastrini del foro di Livorno e dell’avvocato amministrativista Valerio Pardini del foro di Firenze. Perché, come dice l’atto scritto in data 27 novembre, la trattazione di merito del ricorso ci sarà in udienza pubblica il 19 settembre dell’anno prossimo. Per il momento, quindi, niente confisca dei quattro immobili, con il collegio della difesa che è riuscito a guadagnare udienza a tempo di record. Nonostante ci fossero 90 giorni di tempo dal momento della notifica per impugnare l’ordinanza 8430 di “sospensione della lottizzazione abusiva del complesso destinato a foresteria” passati i quali, automaticamente, le aree interessate sarebbero passate al patrimonio disponibile del Comune.

«A quanto mi risulta, prima di noi non ha dibattuto nessun’altra parte in causa – dice l’avvocato Pardini – e quindi si può dire che gli effetti del provvedimento del Tar favoriscono solo chi l’impugnatura l’ha proposta. Cioè i Piloti del porto. Può essere che in questi ultimi giorni siano stati promossi anche altri ricorsi, però non ancora decisi dal Tar. Magari lo stesso tribunale amministrativo rimanderà altri casi alla medesima data fissata già per noi».

Un esproprio “a zero” per chi non ha elementi da ritenersi sufficienti per conservare il bene. Che, tradotto, per chi ci alloggia e che in certi casi ha acceso un mutuo, significherà cercarsi una nuova abitazione. Alla stecca – dove in totale sono sotto confisca 52 alloggi – non potrebbero più starci neppure in affitto. Con il Comune che, lasciando la destinazione d’uso a foresteria, non potrebbe ovviamente percepire un canone da parte di chi chiedesse di continuare a fruire di quella che fino a poco tempo fa considerava casa propria. Appartamenti nati con le specifiche di dare ospitalità solo a maestranze interne – e sarebbe questo il caso dei Piloti, ndc – tecnici ed armatori committenti, equipaggi di navi in rimessaggio, allievi della scuola nautica. È questo l’oggetto del contendere, che ha fatto scattare il procedimento amministrativo firmato dal dirigente Simone Pedone, nel quale si contesta la lottizzazione abusiva attraverso una vendita di singoli appartamenti a chi non rientra nell’elenco delle figure previste.

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Per i Piloti pericolo sventato quindi? No, ma per la difesa ci sono margini per essere ottimisti. Perché gli appartamenti non sono stati venduti al singolo e realmente vengono sfruttati come alloggio di servizio per mangiare e dormire fra un turno e l’altro. «L’approfondimento era d’obbligo – dichiara Pollastrini – e può questo essere un precedente utile per altri, laddove ci fossero medesime o simili motivazioni». Poi chiosa su un altro punto: «L’area, compresa la strada che va da via Fagni e che doveva ricongiungersi inizialmente con via del Molo Mediceo, è nevralgica e i lavori sono bloccati. Sbloccarli consentirebbe di alleggerire il traffico sugli scali Novi Lena e sarebbe utile per gli stessi Piloti per recarsi dal luogo di lavoro alla foresteria, in linea d’aria poche centinaia metri». —
 

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