Il Tirreno

Livorno

«La gara della nazionale è saltata per un delirio di onnipotenza...»

«La gara della nazionale è saltata per un delirio di onnipotenza...»

Livorno, l’assessore comunale allo sport accusa il vice presidente della Fip Toscana Massimo Faraoni

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livorno. «La partita della nazionale di basket al PalaModigliani è saltata per colpa del delirio di onnipotenza di una persona, il suo nome è Massimo Faraoni, vice presidente regionale della Federazione italiana di pallacanestro». Le parole di Andrea Morini, assessore allo sport del Comune, sono ancora più forti dello sfogo scritto su Facebook all’indomani del pasticcio che ha portato ad annullare il match tra Italia e Ungheria in programma a Livorno il prossimo 22 febbraio perché non era possibile avere l’impianto con due giorni anticipo come prevede il regolamento Fiba.

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Assessore, la sua è un’accusa pesante.

«Ma è così che è andata, perché Faraoni riteneva di poter disporre di altri palasport per poter far allenare le due nazionali nelle 48 ore precedenti alla palla a due. Io ammetto che non conoscevo il regolamento Fiba. Ma doveva conoscerlo chi organizzava l’evento».

Nonostante questo l’iter è andato avanti, avete fatto anche una conferenza stampa?

«Sì, e un sopralluogo al PalaModì per vedere le condizioni della struttura».

E sono venuti fuori problemi a tecnici?

«Al tabellone soprattutto perché da anni non viene usato per partite di basket».

Faraoni sostiene due cose: il Comune non ha messo per iscritto che avrebbe effettuato i lavori per mettere la struttura in regola e che l’errore sia stato quello di rinunciare al match con la Lituania.

«Per la partita con la Lituania la data dei Prodigy era già fissata. Nell’altro caso ci siamo mossi subito, abbiamo chiesto l’intervento del tecnico per il tabellone, mentre per i canestri è stato lo stesso Faraoni ad assicurarci che quelli a norma li avrebbe portati lui».

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E poi che è successo?

«Il 5 novembre arriva una mail del segretario generale Fip: chiede se il concerto del 20 febbraio era confermato. Non domanda delle strutture. Abbiamo risposto che quel giorno al PalaModì era programmato lo show di Emma».

Assessore, la città fa una brutta figura. Chi deve chiedere scusa ai cittadini e a tutti gli appassionati?

«È evidente che abbiamo fatto una figura di merda. Ma dobbiamo vedere a chi spettano i carichi di responsabilità. Noi abbiamo fatto ciò che ci veniva chiesto per facilitare l’evento».

Ad ascoltare la sua ricostruzione vi siete fidati senza conoscere le regole.

«Noi non siamo gli organizzatori».

Ma rappresentate la città, ci avete messo la faccia.

«Capisco cosa vuole dire, ma la responsabilità oggettiva non è nostra. Ci siamo confrontati a lungo anche con il Coni».

Assomiglia molto a uno scaricabarili.

«È una cosa che costerna ma ci siamo fidati di chi garantiva, noi a Livorno di competizioni internazionali non ne abbiamo mai avute».

Forse perché non siamo preparati...

«Sicuramente dobbiamo crescere ma in questo caso c’è stato un atteggiamento forviante che ci ha indotto in errore».

 

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