Gioco
L’Arma, l’Italia e la cultura nel calendario dei Carabinieri
Si celebrano i primi 40 anni del Paese nell’Unesco Festeggia il 40° anche l’agenda dedicata ai militari dell’Arma nella letteratura italiana
. L’edizione 2019 del calendario dell’Arma dei Carabinieri è dedicata alla ricorrenza dei 40 anni dall’inserimento del primo sito italiano nel patrimonio mondiale dell’umanità e dei 50 anni dell’avvento dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.
Nelle pagine del calendario tutti 54 i siti Unesco italiani, affiancati dai volti idealizzati di donne e uomini dell’Arma nelle varie uniformi; accanto, gli ultimi decenni di evoluzione dei Carabinieri. Un oggetto quasi di culto, che per Livorno e i livornesi rappresenta un doppio vanto: marzo infatti è dedicato al Gis (Gruppo di intervento speciale) e luglio ai Parà del “Tuscania” , entrambi con sede a Livorno.
L’anno si apre con il Comando tutela patrimonio culturale, a febbraio si celebra invece il Nucleo speciale di polizia giudiziaria ideato dal generale Dalla Chiesa. E così via, tra il carabiniere della radiomobile e il corazziere, il Racis (raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche) e l’allievo, l’atleta e la Mobile; il Forestale e la banda musicale.
Alla presentazione il comandante provinciale Alessandro Magro, affiancato dal comandante della compagnia Guglielmo Palazzetti. «Il volto è lo specchio dell’anima, come i luoghi sono lo specchio di un Paese», ha spiegato Magro con le parole del comandante generale Giovanni Nistri: «Ci sentiamo parte integrante del paesaggio italiano, e se l’Italia è il quadro è un onore farle da cornice».
E 40 anni festeggia anche l’agenda dei Carabinieri, nella nuova veste hi-tech. L’inserto 2019 è dedicato a “I Carabinieri nella letteratura italiana”, una carrellata di ritratti encomiastici dal carme “La rassegna di Novara” di Costantino Nigra, da cui proviene il verso Usi ad agir tacendo e tacendo morir divenuto il motto dell’Arma, a Cuore di Edmondo de Amicis passando per “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi e il più recente “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia; fino ai giorni nostri, con Camilleri, Carofiglio, Carlo Lucarelli e tanti altri ancora. –
M. Sc.
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