Toscana
Anche stavolta è mancata la capacità di fare squadra
Il Palalivorno non meritava questa ennesima umiliazione.
Lo chiamo così perché il nuovo e prestigioso impianto era un orgoglio sportivo tutto labronico. Quel famoso senso di appartenenza amaranto, ribadito dai colori del parquet ed il suo centrocampo con la scritta “Città di Livorno” e stemma annesso. Era il 2004. Da quella incredibile inaugurazione, con 8500 livornesi invitati gratuitamente alla partita contro i Campioni d’Italia in carica di Bologna, oggi, nel 2018 l’attività prevalente nel palazzetto è qualche concerto ed il calcetto amatoriale. Il basket professionistico cancellato da anni.
Questa ultima e mortificante vicenda di basket ha le sue origini che partono da lontano e le responsabilità sono ben distribuite. È evidente che tutto nasce da una persona, ma la superficialità di tutti è altrettanto chiara.
Capito lo sbaglio nessuno ha fatto un passo, un gesto, la rivoluzione per far si che si trovasse la soluzione. Prima di esporre la città a questa gigantesca brutta figura nazionale, tutti i soggetti protagonisti dovevano inventarsi qualsiasi cosa pur di far giocare la Nazionale di basket e far cantare Emma.
Ma se manca la voglia di farlo, l’amore verso il basket o l’immagine della città niente sarà mai possibile ed il “bada lì”, tutto livornese, avrà sempre il sopravvento. Dicevo che tutto viene da lontano.
Ricordo, testimone, che negli anni passati e non a questa Amministrazione, insieme all’avvocato Batini, il dottor Lamberti e Claudio Bonaccorsi portammo con determinazione ed entusiasmo l’imprenditore Michele Martinelli ed il suo progetto sul basket e la conseguente gestione del Palasport. Incipit, nessun consorzio. Il giorno decisivo ci trovammo tutti insieme, ma ci fu risposto che il futuro dello sport cittadino era la scherma e non so che altro di indeciso sulla futura gestione dell’impianto.
Annichiliti e senza parole, ricordo riparlammo tra di noi dopo cinque minuti di un silenzio irreale, ce ne tornammo a casa. Poco dopo, l’impianto fu dato in gestione a chi evidentemente doveva essere dato. Bene. Tutto legittimo.
Solo che oggi vince Emma sulla Nazionale di basket.
Basket che rimane uno sport molto amato dai livornesi, anche se oggi a un livello amatoriale, e sollecita sempre un grande interesse di pubblico.
In conclusone, non mi interessa dare le colpe a qualcuno in particolare, devo constatare che al di là delle fotografie ed altro, è mancato a Livorno, sul basket, come in passato, la capacità di “fare squadra” per superare gli ostacoli.
Livorno prima di tutto. Sempre. —
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