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Livorno perde la nazionale di basket, salta il match mondiale al PalaModì

Andrea Masini
Livorno perde la nazionale di basket, salta il match mondiale al PalaModì

Livorno, il regolamento Fiba prevede l’impianto libero due giorni prima della gara, ma il 20 febbraio c’è il concerto di Emma Marrone

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LVIORNO. Anche stavolta, purtroppo, il grande basket, ce lo guarderemo in televisione. Sul divano. Belli comodi. E con una buona dose di rammarico: il 22 febbraio 2019, infatti, la partita Italia contro Ungheria decisiva per la qualificazione al prossimo mondiale in Cina non si giocherà al Modigliani Forum di Livorno ma in una sede ancora da definire.

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Ad annunciare il grande evento in pompa magna, lo scorso 8 agosto, erano stati l’assessore allo sport Andrea Morini, i vertici della Federazione italiana pallacanestro regionale (il presidente Simone Cardullo e il vice Massimo Faraoni), insieme al presidente del Modigliani Forum Riccardo Rossato, del delegato Coni Giovanni Giannone e del vice presidente vicario della Fip Gaetano La Guardia. A riportare la cattiva notizia per un a città che nonostante tutto vive ancora di basket è il sito web della Federazione Italiana Pallacanestro. Alla sezione “Le Gare”, infatti, si indica chiaramente che Livorno non sarà più la casa azzurra del match in programma il 22 febbraio.

IL REGOLAMENTO. Il motivo? Una disposizione del regolamento Fiba, la federazione che organizza la competizione iridata, che prevede la «consegna dell’impianto di gioco almeno 48 ore prima della palla a due». Una condizione necessaria per l’assegnazione di una gara internazionale che evidentemente è stata trascurata o trattata con troppa leggerezza, visto che il concerto di Emma Marrone, la sera del 20 febbraio, era fissato da tempo.

LA RICOSTRUZIONE. Ma proviamo a ricostruire la storia dal principio: seppur con qualche vizio (maxi tabellone fuori uso, di cui comunque il Comune si sarebbe fatto carico, e l’assenza di 4 canestri omologati Fiba, problema anche’esso risolvibile…), Livorno vanta uno dei più bei palasport d’Italia, 8033 posti a sedere, ed ha una tremenda fame di grande basket.

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In più la nazionale, a Livorno, mancava dal 13 marzo 1991 (Italia-Russia), con Sandro Dell’Agnello e Alessandro Fantozzi convocati e il debutto in azzurro di Paolino Moretti. Il basket labronico contava ancora due squadre in Serie A e, forse non lo sapeva, ma si stava avvicinando a grandi passi verso il tunnel buio della fusione che sarebbe arrivata di lì a meno di quattro mesi, il 28 giugno. Sulla base di una tale carestia da grande basket, circa 3/4 anni fa, si è deciso di provare a riportare un grande evento cestistico sotto la cupola di Porta a Terra. Niente da fare per le Final Eight di Coppa Italia – che da un paio di anni si gode il Nelson Mandela a Firenze –, niente da fare per Italia-Lituania perché domani sera al PalaModì andrà in scena lo show dei Prodigy (fissato pure quello da parecchio tempo…) e purtroppo niente Italia-Ungheria per i motivi elencati sopra.

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LE COMUNICAZIONI. Iella nera, verrebbe subito da dire, per essersi trovati di fronte a due calendari in totale contrasto. Ma al tempo stesso c’è pure da sottolineare che del concerto di Emma Marrone si sapeva già prima di presentare la candidatura alla Fip e procedere con la conferenza stampa dello scorso 8 agosto, alla quale avrebbe dovuto partecipare Gianni Petrucci salvo poi delegare a La Guardia. Esiste, di fatti, una comunicazione della dirigenza del Modigliani Forum al Comune di Livorno – datata 19 luglio – dove si rileva chiaramente la data del tour di Emma (20 febbraio).

Detto questo, nessun membro dell’amministrazione era tenuto a conoscere la regola Fiba e si è andati avanti fino alla metà di ottobre, quando da via Vitorchiano 113 (Roma, sede della Federazione Italiana Pallacanestro) è arrivata la mail nella quale si evidenzia che «la Fiba non ha concesso deroghe riguardo i tempi per la disponibilità dell’impianto di gioco». Ovvero le famose 48 ore. Due giorni chiave, trattati con superficialità, che terranno nuovamente il grande basket lontano da Livorno. E sinceramente è difficile pensare che qualcuno abbia paventato l’ipotesi di far allenare Italia e Ungheria al Pala Macchia, date le condizioni fatiscenti in cui versa il palasport di via Allende. Il 22 febbraio, dunque, tutti comodi sul divano. Pop corn alla mano. E forza azzurri.


 

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