Gioco
Viale Petrarca, il negozio ingabbiato da anni dalle impalcature lancia un concorso provocazione: «Fateci le foto»
Livorno, i lavori sono fermi e i ponteggi nascondono Domus dal Natale 2015: "Il nostro disagio diventerà una mostra"
LIVORNO. Verso il quarto Natale in gabbia. I ponteggi che dal dicembre 2015 oscurano le vetrine del negozio di arredi sono ancora lì, abbarbicate a quel palazzone che si affaccia sull'Aurelia, proprio all'altezza del semaforo con viale Mameli. Ma quest’anno al grande disagio economico e d’immagine Antonella Dini e Marco Grassi di Domus reagiscono con la provocazione. Con l’ironia. Con il concorso fotografico #usciamodallegabbie. «Sono ormai anni che la società Domus subisce un oscuramento delle vetrine non dipendente da ragioni proprie: siamo stanchi di subire, e quindi con le gabbie ci vogliamo giocare», racconta la titolare Antonella Dini.
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Sono 39 ad oggi le foto scattate dai tanti amici , clienti e parenti e tutte postate sulla pagina Facebook di Domus srl. Sono tutte immagini che documentano, in modo creativo, le vetrine attraverso le impalcature di un cantiere fermo da tempo per un contenzioso tra la ditta e il condominio. «Fino al 23 dicembre queste foto si potranno votare a colpi di like sul nostro profilo Facebook e per i primi tre sono previsti premi - continuano Dini e Grassi - Successivamente tutte le immagini saranno stampate ed esposte nel nostro negozio»
L’ironia, quindi, al posto della protesta. «Considerato il grosso danno economico che stiamo subendo abbiamo cercato di esprimere il disagio in forma simpatica, con qualcosa che ci faccia sorridere tutti, riflettendo su cosa sta succedendo».
Ovviamente la situazione di disagio è vissuta anche dalle vicine attività commerciali. Le impalcature che ingabbiamo il palazzo e i negozi sono pure ricettacolo di sporcizia e mancanza di sicurezza.
«La gente ci butta di tutto - chiude Dini - E periodicamente siamo noi a ripulire e poi c’è il timore che ci venga in testa qualcosa visto che i ponteggi e le attrezzature sono state abbandonate lì così».
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