Il Tirreno

Livorno

Pd suona la sveglia dell’alleanza a sinistra

J.G.

Romano: «Serve una coalizione per la città o ci arrendiamo alla destra». Garufo: «Pronti a fare i passi indietro necessari»

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LIVORNO. Stare insieme per impedire che siano Lega e M5S a giocarsi il ballottaggio. Stare insieme in una coalizione di centrosinistra contro l’avanzata del centrodestra. Questo dicono gli interventi piovuti ieri dal Pd, che dopo i dati saltati fuori dal sondaggio di Swg non perde l’occasione per provare a mandare un messaggio a sinistra e stringere un’alleanza ancora tutta da costruire.

Lo dice il parlamentare Andrea Romano: «Per la sinistra livornese la scelta è chiara: decidere tutti insieme di dare alla città una prospettiva di governo opposta a quella seguita dal M5S verso più tasse, meno lavoro o servizi, oppure arrenderci all’inevitabile vittoria di una destra leghista». Che definisce «pericolosa nei suoi disvalori e nei suoi progetti: basti pensare al nuovo sindaco di Pisa, che ha già iniziato a opporsi a un’opera fondamentale per la nostra città come la Darsena Europa». «Il Pd livornese – sostiene – ha compiuto un lungo percorso di rinnovamento, superando la propria autosufficienza». E va dritto a quella che per i Dem è la partita da giocare: «Serve una grande alleanza che abbia nel Pd un attore fondamentale ma non esclusivo. Un progetto per la città, svincolato dalle logiche nazionali».

Parole simili a quelle del neosegretario Rocco Garufo: «Il sondaggio Swg non è confortante per Livorno, anche se i risultati erano prevedibili. Piaccia o non piaccia, i dati dicono cose sulle quali è bene riflettere approfonditamente sul fronte del centrosinistra». Quali? «La Lega è il primo partito e il centrodestra unito vola diretto al ballottaggio», mentre «il M5S perde consensi ma in maniera molto meno accentuata di come ci si poteva aspettare»: per Garufo quindi «il rischio di un ballottaggio Lega - M5S è una realtà non campata in aria» e «per le forze che si rifanno a un arco di valori di sinistra vuol dire che la campanella della ricreazione ha suonato la fine». «Il Pd – dice – è una forza centrale nella costruzione di un’alleanza che si giochi quantomeno la partita del ballottaggio. In questo quadro, aprire una competizione a sinistra e scommettere sul suo superamento per farne bottino dei voti in libera uscita, oltreché irrealistico risulterebbe esiziale per le sorti di tutte le forze di centrosinistra». E mentre nel partito c’è chi, come Marco Voleri, scomoda il latino in varietate concordia, motto dell’Europa, per richiamare una quasi idilliaca unità nella diversità («sogno una discussione fatta anche di parole grosse ma di sinistra, nel nostro dna non ci sono le ruspe»), Garufo la mette così così: «Con umiltà siamo pronti a mettere a disposizione della coalizione da costruire la nostra “forza”, facendo tutti i passi indietro che sono necessari per dare i dovuti segnali di discontinuità sui metodi, sui programmi, sugli uomini e quant’altro». —

J.G.

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di Redazione web