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Nogarin: «Movimento radicato, un segno del buon governo» Ma non dice cosa farà
5 Stellelivorno. Nella pancia della base a 5 Stelle ieri si respiravano umori contrastanti. Quelli che «siamo cresciuti dal 2014» e quelli che «se il sondaggio ha ragione, non andiamo al ballottaggio»...
5 Stelle
livorno. Nella pancia della base a 5 Stelle ieri si respiravano umori contrastanti. Quelli che «siamo cresciuti dal 2014» e quelli che «se il sondaggio ha ragione, non andiamo al ballottaggio». Uno degli attivisti più attivi, l’ex candidato al parlamento Giulio La Rosa, la chiude così: «Un sondaggio senza il candidato sindaco lascia il tempo che trova. In più c’è un 44% che non ha dato preferenze». Ok, allora fuori il nome: il M5S punterà su Filippo Nogarin, Stella Sorgente o qualcun altro? «La giusta continuazione è con Filippo, come disse lui due mesi fa», risponde riferendosi alla riunione del Meetup di inizio estate e annunciando che comunque il nodo sarà sciolto per Natale.
In realtà a giugno il sindaco si disse disponibile a parlarne e ancora oggi non scioglie la riserva. «Prendo sempre i sondaggi con rispetto ma con distanza», premette Filippo Nogarin: «Poi c’è un 44% che non si è espresso». Ma due considerazioni le fa: «Dai dati si vede che il M5S si è radicato. Per l’amministrazione è il segno di un buon governo». Mentre «il Pd è crollato. E questa percentuale (23.5%) non racconta ancora tutta la drammaticità del crollo del Pd, che sta cercando di fare l’amore con tutti, anche con coloro che fino a ieri gli sparavano addosso. È il sintomo della disperazione». «Mi preoccupano invece – dice tornando a strizzare l’occhio a sinistra – la Lega e la sua politica, che tende a puntare sullo smembramento di quella parte sociale più vulnerabile che a Livorno è molto solida: confido che i livornesi siano capaci di comprendere bene...».
Ma ha intenzione di ricandidarsi a sindaco? «Lo vedremo prossimamente». Con il Meetup «stiamo facendo un percorso mirato a un gruppo coeso e capace di completare i temi che potrebbero portare la città a un livello ancora più alto. In questi anni Livorno è stata ai tavoli che contano: io sono vicepresidente nazionale Anci, siedo in conferenza Stato-Città, ho voce sui porti...». Intanto due giorni fa si è seduto a pranzo con Di Maio e Cozzolino: ha parlato di candidatura alle Europee? «Abbiamo parlato del M5S. Abbiamo toccato anche le Europee ma...». Ma il suo nome è sul piatto? «Il mio nome – si mette a ridere – è sempre sul piatto». Nella narrazione del “tutti mi vogliono” c’è anche chi lo dà per futuro sottosegretario del ministro Toninelli: «È un’altra leggenda metropolitana. Lusinghiera eh. Ma ora ho un impegno con la città e porto fino in fondo il lavoro».
Juna Goti
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