Il Tirreno

Livorno

Lavora in banca ma non pagava l’affitto, sgomberata una casa popolare a Salviano

Lavora in banca ma non pagava l’affitto, sgomberata una casa popolare a Salviano

In tre anni accumulato un debito di 20mila euro. Apolloni: «Niente sconti a chi ha i soldi ma preferisce fare il furbo»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È scattato a Salviano il primo sgombero - sotto l’amministrazione del Movimento 5 Stelle - nei confronti di un inquilino delle case popolari che risultava essere moroso dal 2015 e aveva rifiutato ogni piano di rientro dal debito, pur avendo i soldi necessari a sostenerlo.. Il provvedimento è stato adottato nei confronti di una donna di 60 anni, dipendente di una banca, che da tempo non pagava più il canone: secondo quanto accertato da Comune e Casalp, l’assegnataria non abitava nemmeno più in quell’alloggio che veniva invece utilizzato da un suo parente.

Lo sgombero in questione segna comunque un cambio di passo rispetto alla storia recente della città di Livorno, dove negli ultimi decenni - almeno secondo quanto accertato dagli uffici - non si era registrato alcun provvedimento di questo tipo a carico di un inquilino gravemente moroso.

«Per troppo tempo in questa città sono state tollerate situazioni di privilegio e illegalità insopportabili - commenta l’assessore al Sociale, Leonardo Apolloni - Famiglie con redditi medio alti che, pur beneficiando di affitti contenuti, si sono sentite in diritto di non pagare il canone, finendo così per pesare due volte sulla collettività. Da un lato hanno occupato un alloggio senza averne titolo, dall’altro hanno sottratto risorse fondamentali per effettuare i ripristini degli alloggi da assegnare a chi ha davvero bisogno. Ora però la musica è cambiata. Avevamo promesso un’accelerazione sull’avvio delle decadenze per morosità colpevole e abbiamo mantenuto la parola».

Nel caso specifico, secondo i controlli compiuti da Comune e Casalp, la persona colpita dal provvedimento di sgombero è risultata percepire un reddito da lavoro dipendente di oltre 45mila euro lordi l’anno: a partire dal 2015, però, la donna aveva completamente smesso di pagare il canone dell’alloggio popolare assegnato, accumulando così un debito totale di 20mila euro.

Secondo la società che gestisce il patrimonio Erp a Livorno, la 60enne - che lavora appunto in banca - ha uno stipendio che le permetteva di pagare l’affitto: di qui la decisione di provvedere allo sgombero. Non prima di aver tentato di trovare una soluzione alternativa.

«Nel corso degli anni - sottolinea la presidente di Casalp, Vanessa Soriani - abbiamo inviato numerosi solleciti di pagamento, che sono stati sempre respinti da parte dell’inquilino, che ha anche sistematicamente ignorato tutti i piani di rientro dal debito proposti dall’azienda. A questo punto l’ufficio Casa ha fatto scattare la decadenza».

L’inquilino, che ha già lasciato l’appartamento, avrà 60 giorni di tempo per togliere i mobili e dare così la possibilità a Casalp di inserire l’alloggio in cima all’elenco di quelli da ripristinare e riassegnare.

«Sotto la minaccia della decadenza - conclude la presidente Soriani - molti inquilini si sono presentati da noi e hanno immediatamente saldato debiti da decine di migliaia di euro. Segno che i soldi li avevano eccome, ma semplicemente preferivano utilizzarli per altri scopi. Ora possiamo dire che la stagione di chi si approfitta della collettività a scapito di chi ha realmente bisogno è finita».

Negli ultimi due anni sono stati contattati direttamente da Casalp più di 1300 utenti assegnatari morosi al fine di poter permettere loro di rientrare dal debito accumulato. Sono stati sottoscritti circa 300 accordi, mentre altri 200 hanno riconosciuto il debito, iniziando i pagamenti.

Per tutte le altre posizioni, grazie ai pignoramenti, sono stati recuperati circa 1,5 milioni di euro.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web