Il Tirreno

Livorno

Pardini espulso anche dai pensionati Cisl

Giulio Corsi
Pardini espulso anche dai pensionati Cisl

Livorno, dopo la decadenza da qualunque carica elettiva, per l’ex segretario generale arriva un altro smacco: iscrizione rifiutata

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LIVORNO. Espulso dal sindacato. La saga dei Pardini non ha fine. Dopo le dimissioni forzate da segretario generale, dopo la decadenza da qualunque carica elettiva decisa dai probiviri, dopo il licenziamento dal Caf del figlio Gabriele e della nuora Anca Goleanu, in via Goldoni è andata in scena un’altra puntata della Parentopoli cislina che a maggio ha scosso il secondo sindacato più importante della provincia e i suoi 22mila iscritti: Giovanni Pardini, per 12 anni numero uno della Cisl provinciale, precedentemente alla guida della Fiba, la federazione bancari, l’uomo che da inizio 2000 ha rappresentato di fatto il volto del sindacato cattolico confederale sul nostro territorio, è stato cacciato anche come semplice iscritto.

L’espulsione è stata annunciata a Pardini in una lettera nella quale gli si comunica che la sua richiesta di iscrizione ai pensionati della Cisl è stata respinta. Pardini ha scritto direttamente al segretario generale confederale Anna Maria Furlan, definendo la decisione «illegittima» e minacciando di ricorrere ai probiviri.
«La Federazione nazionale pensionati, respingendo la mia iscrizione, non tiene conto del fatto che questa era ormai avvenuta a far data dal mese di giugno e che pertanto risultavo già da tempo iscritto al sindacato, tanto da aver pagato le relative quote», sostiene Pardini.

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In ballo chiaramente non c’è la semplice iscrizione ai pensionati cislini, ma la difesa di una storia personale e di un’immagine, che i fatti emersi negli ultimi mesi hanno mandato in frantumi e che con questa decisione della Federazione pensionati viene definitivamente cancellata. Pardini scrive alla Furlan che «il comportamento tenuto dalla segreteria della Federazione pensionati è del tutto ingiustificato e ritorsivo, considerata la mia storia personale e la fedeltà che ho sempre mostrato all’organizzazione». E ancora: qualora questo «fatto gravissimo non trovasse soluzione, lederebbe gravemente i valori e l’immagine della nostra organizzazione».

In realtà è proprio per tutelare l’immagine e i valori della Cisl, gravemente scalfiti dalla parentopoli pardiniana, che i vertici livornesi della Federazione Pensionati hanno preso questa decisione, come spiegano nella lettera inviata a Pardini, il segretario della Fnp Carmelo Triglia, la segretaria amministrativa Roberta Pagni e il segretario organizzativo Franco Parri contestandogli “orientamenti e comportamenti in contrasto con le finalità e le regole contenute nello Statuto”, a partire dal mancato rispetto del codice etico nel punto in cui esso vieta l’assunzione di familiari nella Cisl.
 

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