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«Un mare di eternit sotto le nostre finestre Per favore, toglietelo»

Juna Goti
«Un mare di eternit sotto le nostre finestre Per favore, toglietelo»

Le donne di “Love Pontino”: «A febbraio il Comune  ha ordinato la bonifica del capannone, ma è tutto uguale»

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I residenti si sono fatti sentire per anni. Hanno scritto all’Asl, al Comune, hanno presentato petizioni e richiesto incontri. A febbraio, quando il sindaco ha firmato l’ordinanza «contingibile e urgente» sembrava fatta: 45 giorni e il materiale pericoloso sdraiato sotto alle finestre delle loro case sarebbe stato rimosso. E invece niente: la copertura in eternit è ancora lì, sul tetto del grande capannone artigianale che si trova tra via Torretta e via Santa Viglia, tra i palazzi del Pontino. Così questa volta sono le donne del quartiere, riunite in “Love Pontino”, a denunciare una situazione diventata «insostenibile» e «pericolosa». Lo ripete Mariella Valenti, seduta accanto a Silvia Ghelardi, Alessandra Carlesi e Maila Gori. Insieme mostrano la copertura in eternit del capannone tra le case.

«Già nel 2005 – spiega Valenti – un abitante di via Torretta aveva chiesto la messa in sicurezza alla Asl. Dal 2016 noi ci siamo date da fare: abbiamo scritto al Comune, sono venuti i tecnici dell’Asl. Abbiamo incontrato anche la vicesindaca Stella Sorgente, dopo che siamo state noi a inviarle anche una petizione perché si interessase della questione. Ma oggi siamo a novembre 2018 e l'eternit è ancora lì, nonostante l’ordinanza fatta dal Comune a febbraio dove si chiede ai proprietari la bonifica».

Nelle carte si legge che nel gennaio 2017 il dipartimento di prevenzione dell’Asl aveva scritto al Comune chiedendo di intimare ai proprietari del fabbricato «l’incapsulamento delle tettoie» ritenute evidentemente non in sicurezza. Come si legge poi nell’ordinanza che il 23 febbraio scorso, dopo varie richieste di proroga da parte dei proprietari, è stata firmata dal municipio: si parla di «sussistenza in concreto del presupposto del pericolo per la salute pubblica connesso alla dispersione delle fibre di amianto nell’ambiente». Agli amministratori della ditta Eco Cav, che risulta proprietaria del vecchio capannone, sono state ordinate le operazioni di bonifica entro 45 giorni, avvisando che in caso di inosservanza sarebbero scattate le denunce all’autorità giudiziaria.

«Ma qui non si è visto nessuno, chiediamo che la bonifica venga fatta a opera d’arte e il prima possibile», ripetono quindi le donne di Love Pontino. «Quell’eternit è così vicino alle case che il rischio è troppo alto». —

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di Redazione web