Gioco
L’abbraccio di Livorno ai suoi 95 nuovi figli
Consegnate le pergamene ai bambini nati nel 2018 da genitori non italiani: «In questa città nessuno è straniero»
LIVORNO. «Oggi diamo un nuovo significato alla parola accoglienza e lo facciamo proprio grazie alla tradizione secolare della città». La vicesindaca Stella Sorgente ha incontrato a Palazzo Civico 95 bambini nati nel 2018 (su un toitale di 108 in rappresentanza di 23 comunità straniere presenti in città).
A tutti i genitori è stata consegnata una pergamena con scritto “A Livorno nessuno è straniero” e il saluto “Benvenuto tra noi” seguito dal nome del bambino o della bambina. «Il Comune – ha aggiunto Stella Sorgente – non può ergersi sopra la legge o utilizzare in maniera impropria l'istituto della cittadinanza onoraria. Oggi non esiste alcuno “ius soli alla livornese” o chissà quale strumentalizzazione politica. Il messaggio che vogliamo mandare è semplice ed è rivolto ai bambini, per dire loro che li sentiamo parte integrante della nostra incredibile comunità. Perché non dobbiamo dimenticare mai che se Livorno nel 1606 fu innalzata al rango di città lo si deve esclusivamente all’incredibile impennata del numero dei suoi abitanti passati in meno di un decennio da essere 900 persone a 5mila».
Un aumento importante che avvenne grazie alle Leggi Livornine ed è per questo che ieri, insieme alla pergamena, a tutte le famiglie ne è stata consegnata una copia («Se fosse stata razzista, Livorno non sarebbe nata» è scritto sulla copertina). «Dobbiamo recuperare quello spirito rivoluzionario della città - ha chiuso la vicesindaca - in un mondo che ha sempre più la tendenza a chiudersi, ad erigere barriere e muri e a ribadire confini. Con questa cerimonia, Livorno rivendica la propria apertura agli altri. Questi 95 bambini domani frequenteranno gli asili e i parchi giochi della città; in caso di bisogno si rivolgeranno all’ospedale di Livorno; impareranno ad andare in bicicletta sul lungomare. In pratica sono già nostri concittadini a tutti gli effetti». E così la sala delle cerimonie di Palazzo Civico è stata invasa da carrozzine, biberon, pupazzi, copertine e fiocchetti rosa e celesti.
Dalla comunità albanese (quella più numerosa) a quella indiana con un solo neonato, 95 bambini con il colore della pelle uno diverso dall'altra, ma tutti meravigliosamente livornesi. «Sono in Italia da 8 anni – spiega Ethelgrace Rabilas, filippina e madre di un maschietto – e mi trovo bene. Mio marito è arrivato 4 anni fa, ma stavamo insieme dal 2005. Finalmente siamo tornati insieme e quest'anno è nato nostro figlio, Jezreel Tyler. Io lavoro come colf, mio marito è operaio. A Livorno ci piace tutto, la gente è accogliente e il clima è ottimo». Vive in città da 20 anni, invece, Cristina Aimurie. «Vengo dalla Nigeria – racconta - ma ormai a Livorno mi sento a casa. Lavoro come donna delle pulizie e ho tre figli che sono livornesi. Anche molti miei parenti mi hanno raggiunto e ci siamo integrati molto bene. Sono qui per mia nipote che crescerà a Livorno».
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