Il Tirreno

Livorno

Addio Nanni, custode del palazzetto Toscani lo volle in copertina su Colors

Giulio Corsi
Addio Nanni, custode del palazzetto Toscani lo volle in copertina su Colors

Per una vita ha curato gli impianti sportivi di via Allende, poi Fantozzi lo portò con sé ai bagni Rosa

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Per tutti era il Nanni. Il custode del palazzetto, l’uomo che non solo puliva il vecchio linoleum, le tribune e gli spogliatoi di quello che oggi si chiama PalaCosmelli e che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta era stato teatro delle sfide tra Fargas e Simmenthal e dei primi derby tra Libertas e Portuale. Il Nanni, dentro al vecchio tempio ci abitava pure, in un appartamento al pian terreno accanto all’atrio.

Barba lunga, capelli lunghi, cappellino con visiera, sempre. L’Ape rossa parcheggiata fuori, in via Allende. L’occhio acceso, la lingua tagliente.

La sua immagine ha girato il mondo: nel maggio del 2000 Oliviero Toscani l’aveva scelto e fotografato per una copertina di Colors, la rivista trimestrale fondata negli anni Novanta con l’americano Tibor Kalman, tuttora diffusa a livello mondiale.

Racconta il nipote Luca Del Vivo, che Toscani vide il Nanni una mattina all’alba a pescare, sulla spiaggia di Bibbona e fu colpito dalla sua immagine. Volle conoscerlo, fotografarlo. E il suo corpo tatuato, tirato, coperto di anelli e piercing, le rughe che scavavano quel volto vissuto e triste, finì in prima pagina su Colors con il titolo Prayer, in un numero dedicato al mondo che prega.

In realtà Nanni era il cognome, mentre di nome faceva Manrico. E dietro a quell’aspetto burbero, c’era l’animo di un nonno e di un uomo appassionato, con tanti interessi, lo sport, la politica, l’amicizia, la famiglia.

Aveva 78 anni, è morto venerdì sera, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale dove era ricoverato da 24 ore per una crisi respiratoria. La salma resarà esposta anche stamani alla camera mortuaria di viale Alfieri. I funerali con rito civile si svolgeranno alle 15 al cimitero dei Lupi.

Da un anno non era più autosufficiente ed era ospite di villa Serena. Ma fino al 2015 era stato il solito instancabile, combattivo lavoratore che migliaia di livornesi avevano conosciuto tra i vari impianti sportivi della zona di via dei Pensieri. «Le strisce del campo scuola le aveva disegnate lui - ricorda la madre di Luca, Teresa -. A quei tempi le facevano a mano. Lui si caricava le bombole della tinta sul groppone, come diceva, e via... ».

Quando entrò effettivo al Comune, gli fu assegnato l’alloggio all’interno del vecchio palazzetto, a cui teneva come se fosse davvero la sua casa. «Ha curato ogni giardino dentro e fuori gli impianti sportivi - continua Teresa -. All’esterno della piscina ci sono dei limoni, opera sua, così come le rose e tutto il verde che c’è, è opera dello zio Nanni».

«Al nostro tavolo - ricorda - si sono seduti grandi campioni dello sport, grandi anarchici, grandi pensatori. E un sacco di uomini della politica quando la festa dell’Unità si faceva in via Allende». Raccontava con orgoglio di essersi ritrovato anche nella famosa rissa in via Grande con i parà.

Tra i suoi amici c’erano, tra gli altri, le bandiere della Libertas Alessandro Fantozzi e Flavio Carera. Che l’avevano voluto con loro non appena a 60 anni era andato in pensione, nell’avventura di successo dei bagni Rosa di Tirrenia. Lì, per 15 anni, Nanni, da tuttofare degli impianti sportivi comunali era diventato il tuttofare del bagno: sul trattore, arrampicato sui tetti delle cabine, in giro con la torcia di notte.

«Un uomo onesto e lavoratore. Il lavoro veniva prima di tutto, sempre: voglio ricordarlo così, orgoglioso di essere stato suo nipote», lo piange il nipote Luca. —

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