Gioco
Lonzi, debito di 13 milioni verso Rea Impianti e Scapigliato li reclama
Commissione consiliare congiunta con l’amministratore Giari: «Nessun allarme già accantonati circa nove milioni di euro»
ROSIGNANO. Tredici milioni di euro. Questo il credito che Rea Impianti vanta nei confronti di Lonzi Metalli srl.
Un credito che di fatto è difficilmente recuperabile, dopo che l’azienda livornese attiva nel settore dei rifiuti ha interrotto l’attività in seguito all’inchiesta “Dangerous trash”, emersa alla fine dello scorso anno. Inchiesta che ha messo nei guai i vertici dell’azienda livornese.
Da qui, chiaramente, la difficoltà di Rea Impianti di poter esigere i quasi 13 milioni (12,8 per l’esattezza), che Lonzi deve ancora pagare. Questo, in sintesi, il tema centrale della commissione consiliare congiunta (prima e sesta, che si occupano rispettivamente di bilancio e garanzia e controllo) che si è tenuta ieri mattina in Comune a Rosignano.
Nell’occasione l’amministratore unico di Rea Impianti, Alessandro Giari, ha fatto il punto sulle condizioni finanziarie del polo di Scapigliato, accennando anche all’iter per l’approvazione del progetto Scapigliato bis.
Come ha spiegato Giari, carte alla mano, al 31 dicembre 2017 risultano 26 i milioni di euro che Rea Impianti deve avere da svariati clienti. Una somma importante, che però preoccupa soltanto per quanto riguarda la parte relativa a Lonzi Metalli.
«Rea Impianti - spiega Giari - vanta un credito di circa 13 milioni di euro nei confronti di Lonzi, creatosi principalmente nelle annate 2014 e 2015».
Nonostante per Lonzi Metalli sia in corso una valutazione con l’obiettivo di far ripartire l’attività, è evidente che per i vertici di Scapigliato ottenere il pagamento dei tredici milioni arretrati non sarà operazione scontata. L’amministratore di Rea chiarisce davanti ai consiglieri comunali che una eventuale crisi definitiva dell’azienda livornese non provocherebbe comunque particolari scossoni alle finanze di Scapigliato.
«Questo perché - prosegue Giari -, ad esclusione di questa situazione “patologica”, il flusso economico di Rea Impianti è chiaro e ordinato. Per fortuna l’azienda non subirà danni a causa dei debiti di Lonzi perché negli ultimi due anni abbiamo messo in atto una politica di accantonamenti per arrivare attualmente a una cifra di quasi 9 milioni. Questa operazione prosegue per il biennio 2018 e 2019, e permetterà una totale garanzia per l’azienda».
Fatto sta che resta da chiarire come sia possibile che negli anni Lonzi Metalli abbia potuto accumulare con Scapigliato un debito tanto pesante. Ecco che per il 13 dicembre è in programma una nuova commissione consiliare congiunta (1ª per il bilancio, 5ª per l’ambiente, 6 per garanzia e controllo), per fare chiarezza, a porte chiuse, anche sulle vicende legali che hanno portato a questa situazione.
Quanto al debito di Rea Impianti nei confronti del Comune di Rosignano, se nel 2015 ammontava a 14 milioni, al 31 dicembre scorso è sceso a 9,3 milioni. «È una situazione che non preoccupa -dice l’assessore al bilancio Daniele Donati - e anzi dà il senso della capacità dell’azienda di rispondere agli impegni presi». —
Anna Cecchini
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