Il Tirreno

Livorno

via maestri del lavoro 

Fuga di gas, famiglia salvata in extremis all’alba

Matteo Scardigli
Fuga di gas, famiglia salvata in extremis all’alba

«Siamo vivi grazie al pianto di nostro figlio». Padre, madre e figlio di 3 anni salvati dalla Misericordia e dai vigili del fuoco

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«È come essere rinati, quasi quasi appendiamo un fiocco al portone del palazzo». L’adrenalina non è ancora scesa quando l’uomo (che ha chiesto l’anonimato), residente al settimo piano della “torre” in via Maestri del Lavoro (traversa di via Calzabigi e viale Boccaccio), racconta la notte che poteva costare la vita alla sua compagna e al figlio, che a gennaio compirà tre anni.

«Ieri sera (giovedì 22, ndr), mi sono assopito sul divano avvertendo uno strano torpore. Mi ha svegliato il bimbo che piangeva, erano le 3 e mezza. La mia compagna è andata a calmarlo, poi siamo tornati a letto; e di nuovo quella sensazione di stordimento», prosegue l’uomo: «Più tardi il bimbo ha ricominciato a piangere, e ho acceso la luce. Lei era pallida e con lo sguardo assente, e il piccolo si è riaddormentato in modo innaturale». Poi, nel tornare in camera, si sente male: «Ho avvertito una fortissima nausea, quindi ho aiutato la mia compagna a sollevarsi dal letto e per istinto ho spalancato la finestra». E sarebbe stato proprio questo gesto, compiuto senza pensare, a salvare la vita alla famiglia. «Con il ricambio d’aria ci siamo ripresi – continua – quindi ho chiamato l’ambulanza per portarla in ospedale, e mia cognata perché ci tenesse il bimbo».

Ma è quando sono arrivati i soccorsi che l’uomo ha iniziato a capire cosa stava succedendo davvero: «La squadra della Misericordia non entrava, anzi, ci ha intimato di uscire perché i loro rilevatori di monossido di carbonio hanno iniziato a suonare».Poi l’intervento dei vigili del fuoco e la corsa in ospedale, poco prima delle 5 del mattino. «Le analisi hanno trovato che avevo nel sangue quasi il 40% di monossido di carbonio, secondo i medici una percentuale alla soglia del coma, la mia compagna il 32% e nostro figlio il 17».

I genitori sono stati dimessi poche ore dopo, mentre il piccolo è ancora ricoverato sotto osservazione nel reparto di pediatria. «Ce lo ridarranno entro un paio di giorni, nel frattempo la mia compagna resta accanto a lui giorno e notte», conclude l’uomo, impegnato con i vigili del fuoco per ricostruire l’accaduto: «Oggi (ieri, ndr) dovevamo partire per una gita di famiglia. I pompieri mi hanno detto che in 4 casi su 5 saremmo potuti addormentarci e non svegliarci più ». —

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