Gioco
Fuga di gas, famiglia salvata in extremis all’alba
«Siamo vivi grazie al pianto di nostro figlio». Padre, madre e figlio di 3 anni salvati dalla Misericordia e dai vigili del fuoco
«È come essere rinati, quasi quasi appendiamo un fiocco al portone del palazzo». L’adrenalina non è ancora scesa quando l’uomo (che ha chiesto l’anonimato), residente al settimo piano della “torre” in via Maestri del Lavoro (traversa di via Calzabigi e viale Boccaccio), racconta la notte che poteva costare la vita alla sua compagna e al figlio, che a gennaio compirà tre anni.
«Ieri sera (giovedì 22, ndr), mi sono assopito sul divano avvertendo uno strano torpore. Mi ha svegliato il bimbo che piangeva, erano le 3 e mezza. La mia compagna è andata a calmarlo, poi siamo tornati a letto; e di nuovo quella sensazione di stordimento», prosegue l’uomo: «Più tardi il bimbo ha ricominciato a piangere, e ho acceso la luce. Lei era pallida e con lo sguardo assente, e il piccolo si è riaddormentato in modo innaturale». Poi, nel tornare in camera, si sente male: «Ho avvertito una fortissima nausea, quindi ho aiutato la mia compagna a sollevarsi dal letto e per istinto ho spalancato la finestra». E sarebbe stato proprio questo gesto, compiuto senza pensare, a salvare la vita alla famiglia. «Con il ricambio d’aria ci siamo ripresi – continua – quindi ho chiamato l’ambulanza per portarla in ospedale, e mia cognata perché ci tenesse il bimbo».
Ma è quando sono arrivati i soccorsi che l’uomo ha iniziato a capire cosa stava succedendo davvero: «La squadra della Misericordia non entrava, anzi, ci ha intimato di uscire perché i loro rilevatori di monossido di carbonio hanno iniziato a suonare».Poi l’intervento dei vigili del fuoco e la corsa in ospedale, poco prima delle 5 del mattino. «Le analisi hanno trovato che avevo nel sangue quasi il 40% di monossido di carbonio, secondo i medici una percentuale alla soglia del coma, la mia compagna il 32% e nostro figlio il 17».
I genitori sono stati dimessi poche ore dopo, mentre il piccolo è ancora ricoverato sotto osservazione nel reparto di pediatria. «Ce lo ridarranno entro un paio di giorni, nel frattempo la mia compagna resta accanto a lui giorno e notte», conclude l’uomo, impegnato con i vigili del fuoco per ricostruire l’accaduto: «Oggi (ieri, ndr) dovevamo partire per una gita di famiglia. I pompieri mi hanno detto che in 4 casi su 5 saremmo potuti addormentarci e non svegliarci più ». —
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