Il Tirreno

Livorno

Sequestrato un deposito di rifiuti speciali a Collesalvetti

Sequestrato un deposito di rifiuti speciali a Collesalvetti

Denunciato il titolare: trovate 13 tonnellate di materiale, tra cui anche fanghi

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COLLESALVETTI.  Un deposito di rifiuti speciali pericolosi e non, stoccato nel piazzale dello stabilimento gestito dalla “Sniap S.r.l.”di Collesalvetti  (società operante nella produzione di manufatti in vetroresina destinati all’allestimento di convogli ferroviari)   è stato sequestrato dai carabinieri del Noe di Grosseto, dopo un'ispezione avviata insieme ai militari di Collesalvetti e da tecnici del dipartimento Arpat di Livorno.  Il materiale era stoccato in violazione delle norme tecniche che disciplinano il deposito temporaneo dei rifiuti.

I carabinieri hanno denunciato il legale rappresentante dell'azienda per deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non e per emissioni in atmosfera non autorizzate. Nell'operazione i carabinieri hanno proceduto al sequestro di circa 13 tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non ritrovati stoccati in 39 fusti e 22 big bags sui piazzali dello stabilimento di una società che produce manufatti in vetroresina destinati all'allestimento di convogli ferroviari, in violazione delle norme tecniche che disciplinano il deposito temporaneo dei rifiuti.

Si tratta di 4.680 chilogrammi di fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose, 4.500 litri di sospensioni acquose contenenti pitture e vernici con solventi organici o altre sostanze pericolose e di 4.000 chilogrammi di assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose, polveri e particolato di metalli non ferrosi. Inoltre gli stessi carabinieri hanno accertato che in uno dei due capannoni dell'azienda erano stati installati e messi in esercizio impianti per lo stampaggio, carteggiatura e rifinitura, applicazione del gelcoat e verniciatura dei manufatti, collegati a sei punti di emissione in atmosfera per i quali non era stata mai chiesta la specifica autorizzazione alle competenti autorità amministrative.

Pertanto, al sequestro penale probatorio dei rifiuti, si è aggiunto il sequestro preventivo di detti impianti e dei relativi punti di emissione, finalizzato ad impedire ulteriori conseguenze per l'ambiente.

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