Gioco
«Mi chiamarono per una valutazione quando la vidi mi prese un colpo»
«Era giugno 2014 quando entrai nella sede dell’Unione ciechi di via del Mare e vidi Santa Lucia. Questa è una statua importante, affermai. Da quel giorno è partito un meccanismo misterioso per cui la...
«Era giugno 2014 quando entrai nella sede dell’Unione ciechi di via del Mare e vidi Santa Lucia. Questa è una statua importante, affermai. Da quel giorno è partito un meccanismo misterioso per cui la scultura fu rimossa dalla dirigenza, portata non si sa dove e poi venduta». La testimonianza è di Davide Burchi, architetto, accompagnatore di una non vedente.
È nello stesso periodo che a Carlo Pepi, critico d’arte e collezionista, arrivò una telefonata da Livorno: «Mi chiamò una signora, mi chiese se fossi stato disponibile a visionare una scultura che era nella sede dell’Unione Ciechi. Rimasi incuriosito e accettai. Appena varcata la soglia mi prese un colpo: era uno Wildt. La statua si trovava sulla destra dell'ingresso della struttura di via del Mare», ricorda al Tirreno il noto collezionista.
«Quell’opera era straordinaria. Spiegai al gruppo di persone che mi accolse che era rarissima e particolare: Wildt era unico, faceva questi marmi molto lisci, vuoti dentro, che suonano come campane. Tra l’altro confesso che la trovai abbinata perfettamente con l’Unione Ciechi. Pensai a qualche donazione di qualche mecenate».
Pepi continua il suo racconto. «Mi fu chiesto che tipo di valutazione potesse avere. Feci presente che il valore era su un mercato mondiale di svariate centinaia di migliaia euro.Tutti i musei avrebbero voluto avere un’opera così. Feci anche presente che la scultura proveniva da Bottega d'Arte, dove alcune decine di anni prima, si era tenuta una mostra dell'artista. Io ne avevo il catalogo e infatti tornato a casa, andai a vederlo e come ricordavo, trovai l'opera che avevo appena visto dal vero». Pepi in passato aveva visto a casa dei figli di Benvenuto Benvenuti l’altra opera di Wildt che si trova a Livorno, il ritratto marmoreo di Grubicy de Dragon, che oggi si trova nella sede della Fondazione Livorno grazie alla cessione, in comodato, da parte di Ettore Benvenuti. Da quel giorno Pepi non ebbe più notizie dall’Unione Ciechi riguardo alla statua di Santa Lucia. «Quando ho letto il Tirreno ho capito che avevano messo a frutto quella chiacchierata di tre anni fa - racconta il critico -. 665mila euro sono una gran bella cifra, ma sono convinto che se non ci fosse stata di mezzo la cecità, quella statua avrebbe raggiunto anche un milione di euro...». — G.C.
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