Gioco
Addio Biancamaria Galli, la signora del teatro che amava la vita e faceva solidarietà
Era presidente dell’associazione Amici del Goldoni. Mise anche i suoi abiti vintage in vendita per gli alluvionati
LIVORNO. Era tutta indaffarata nei preparativi dell’albero di Natale per far bello il “suo” teatro. Quel Goldoni che lo scorso anno fece da “scrigno” a tutti i suoi abiti vintage che lei mise in vendita per aiutare le famiglie alluvionate. Beneficenza, passione per il mondo del palcoscenico e per i bei vestiti, amore per la famiglia e per la vita in tutti i suoi colori: se ne va circondata dall’amore dei suoi cari Biancamaria Galli, presidente dell’associazione Amici del Teatro Goldoni e grande sostenitrice delle attività teatrali.
«Resterà sempre nei nostri pensieri il ricordo di una persona estremamente generosa, solare e sempre pronta a mettersi in prima linea per promuovere l’arte teatrale, grande passione della sua vita», il direttore della Fondazione Goldoni Marco Leone e tutto il personale del teatro ricordano lei che, per la piccola Sofia di 9 anni, era la nonna adorata.
«Stravedeva per la sua nipotina: per me è come se un fiore fosse appassito. Era vivace, curiosa, amava la cultura, il cinema, i musical - a ricordare questa volta è Maria Gloria Giani (presidente del Propeller di Livorno), Galli era la cugina della sua mamma - Da piccolina alle sue nozze ero una delle damigelle: era bellissima, quello che mi ha sempre colpito di lei è che i suoi occhi brillavano» .
Biancamaria Galli lascia il marito Massimo Galli, noto commercialista in città e i figli Letizia che abita a Roma con la famiglia, mamma della piccola Sofia e Raffaello che lavora e vive in California. «Voleva preparare per la nipotina Sofia un albero genealogico di famiglia per spiegare le origini», - continua Giani. Il mese scorso era tra i protagonisti della cena di gala organizzata per sostenere il progetto della Fondazione Teatro Goldoni “Teatro scuola per il sociale”. E sempre all’insegna dell’aiuto per il prossimo Biancamaria Galli l’anno scorso aveva ideato il Mercatino Vintage di Primavera, mettendo a disposizione gran parte delle sue cose, donando l’intero ricavato in favore della popolazione livornese colpita dall’alluvione.
E quelle “cose” uscivano dal suo armadio vintage. Ogni vestito aveva un significato, come raccontò Galli al Tirreno. «Non voglio far morire le cose che ho insieme a me, io amo la vita in ogni suo aspetto: ho pensato a questa iniziativa nel foyer proprio per far vivere questo spazio in modo insolito», aveva raccontato al giornale della città.
Grazie a quel gesto furono raccolti 10.300 euro. In vendita nel foyer del teatro c’erano, per esempio, il suo abitino giallo fatto su misura dalla sarta per il suo viaggio di nozze tra Roma e Positano . Così gli abiti indossati sulla scena negli spettacoli di Beppe La Salvia. «Ho sempre amato la moda e i bei vestiti», aveva raccontato lei che si ispirava a Grace Kelly e Audrey Hepburne. Galli negli anni Novanta faceva la costumista per padre Davanzati, fondatore del teatro Il Grattacielo e Beppe La Salvia. Nel 2000 aveva arricchito le sue esperienze teatrali con Simonetta Del Cittadino e Spazio Teatro. L’orgoglio più grande, come aveva detto l’anno scorso, era quello di essere riuscita a dare un aiuto alle famiglie alluvionate. «Era una grande sostenitrice delle attività teatrali, si è sempre dedicata all’organizzazione di eventi sostenendo soprattutto attività di formazione e benefiche», chiudono dal Teatro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
